Corigliano-Rossano – Il palazzetto di Insiti resta nella piena disponibilità del patrimonio comunale di Corigliano-Rossano. La Corte di Cassazione, infatti, ha rigettato il ricorso presentato da un privato, che aveva occupato abusivamente l’immobile, e ha confermato la validità della sentenza del Consiglio di Stato (n. 2980 del 30/03/2024) che aveva già dichiarato legittima l’ordinanza comunale di sgombero.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il comune di Corigliano-Rossano per diverse ragioni. In primo luogo, ha stabilito che non c’è stato nessuno “sconfinamento” del giudice amministrativo, poiché il Consiglio di Stato si è limitato a interpretare e applicare correttamente la legge regionale. In secondo luogo, il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché l’immobile da sgomberare è funzionale a interessi pubblici.
Oltre a dichiarare il ricorso inammissibile, la Corte di Cassazione ha condannato il privato al pagamento delle spese legali e a un’ulteriore condanna per responsabilità aggravata, ai sensi dell’articolo 96 del codice di procedura civile, per aver agito in giudizio con mala fede o colpa grave.
Le dichiarazioni dell’amministrazione
“Con l’ordinanza della Suprema Corte di Cassazione viene messo un punto definitivo all’annosa vicenda amministrativa riguardante gli immobili in località Insiti di Corigliano-Rossano”, afferma l’assessore agli affari legali, Mauro Mitidieri. “Questa ennesima vittoria inorgoglisce me e l’amministrazione e rappresenta il giusto riconoscimento per il lavoro capillare e di squadra svolto per recuperare beni sottratti arbitrariamente alla disponibilità della collettività. Non è stato affatto semplice, ma con azioni mirate e sinergiche siamo riusciti a recuperare una situazione che si riteneva irrimediabilmente persa.”
“Un’altra sentenza favorevole, un altro passo importante nel percorso che stiamo conducendo per il recupero di un bene pubblico e per l’interruzione di una vergogna storica: l’occupazione abusiva del palazzetto di Insiti”, dichiara il sindaco Flavio Stasi. “Nel 2022, dopo la prima sentenza positiva, usai la metafora calcistica: eravamo sul 3 a 3. Dopo tre anni, con questa sentenza, possiamo dire di essere sul 5 a 3. Non è solo una vicenda legale o economica: è il simbolo di una città che si riprende i suoi spazi e li restituisce alla comunità, rispondendo con chiarezza e forza a una questione diventata emblema di inefficienza e poca trasparenza.”
Il sindaco Stasi ha poi concluso parlando del futuro del bene: “Una questione che non guarda solo al passato, ma anche al futuro. Abbiamo già preparato delle schede progettuali per la riqualificazione dei 40.000 metri quadrati tornati in mano al comune, con l’obiettivo di creare in questo luogo centrale il cuore della città, con un centro servizi e importanti luoghi di aggregazione. Un progetto che richiederà finanziamenti importanti, ai quali stiamo già lavorando da tempo.”






