Operazione “Piccoli passi”, inammissibile il ricorso della Procura Generale

omicidio avato

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro nei confronti dei fratelli Giancarlo Pometti, Mauro Salvatore Pometti, Gabriele Edoardo Pometti e Luigi Gustavo Pometti, difesi dagli avvocati Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti e Maria Teresa Zagarese.

Gli imputati erano coinvolti nell’operazione denominata “Piccoli Passi”, coordinata dalla DDA di Catanzaro, con l’accusa di far parte di una organizzazione a delinquere dedita al narcotraffico di cocaina, eroina, marijuana e hashish operante stabilmente nel tempo, nel periodo circoscritto dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, e nello spazio individuato nel territorio di Corigliano Rossano e città viciniori, con fonti di approvvigionamento localizzate anche in Francia. Un’organizzazione che, secondo l’accusa, commerciava, tramite l’uso di apparati telefonici cellulari, diverse quantità di sostanze stupefacenti utilizzando un linguaggio codificato nelle conversazioni intercettate.

Con ordinanza del Giudice per Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catanzaro del 17.10.2016 veniva applicata ai quattro fratelli ed a altri indagati la misura cautelare in carcere in quanto gravemente indiziati del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti di cui all’art. 74, commi 1, 2, 3 e 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 e ss. mm. e ii..

Nell’ambito del procedimento penale, poi, un susseguirsi di sentenze. La prima era stata emessa all’esito del giudizio abbreviato dal GUP del Tribunale di Catanzaro nel dicembre 2017, con cui i fratelli venivano condannati alla pena di anni otto di reclusione, sentenza poi confermata dalla Corte di Appello di Catanzaro. Quest’ultima pronuncia veniva impugnata dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione che, per come richiesto dalle difese, la annullava disponendo un nuovo giudizio dinanzi ad una diversa sezione della Corte di Appello di Catanzaro che proprio sul rinvio degli Ermellini emetteva sentenza di assoluzione. Tale ultima sentenza veniva impugnata dalla Procura Generale di Catanzaro dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione che accoglieva il ricorso del P.G. e, pertanto, annullava la sentenza di assoluzione con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro.

Veniva, pertanto, celebrato il nuovo grado di giudizio durante il quale era stato escusso un collaboratore di giustizia ritenuto al vertice dell’organizzazione criminale. All’esito il P.G. chiedeva la condanna per i fratelli Pometti. La Corte di Appello di Catanzaro, in totale accoglimento delle richieste della difesa, emetteva sentenza di assoluzione. Avverso tale decisione assolutoria la Procura Generale di Catanzaro proponeva nuovamente ricorso per Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza. Da qui un ulteriore grado di giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione all’esito del quale, in totale accoglimento delle richieste della difesa, veniva dichiarato inammissibile il ricorso, diventando così definitive ed irrevocabili le assoluzioni nei confronti dei fratelli Pometti.

Articoli correlati: