Arco Jonico: “Basta visioni da vicolo cieco, la politica studi il territorio”. L’appello di Barbuto, Fullone e Mazza su trasporti e mobilità

Corigliano-Rossano, 27 ottobre 2025comunicato stampa – Duro atto d’accusa contro la classe dirigente dell’Arco Jonico. Attraverso una nota congiunta, Barbuto, Fullone e Mazza criticano aspramente la “povertà di idee” e la “mancata conoscenza del territorio” che stanno portando a “visioni da vicolo cieco” in tema di mobilità e infrastrutture. L’appello è rivolto alla necessità di abbandonare i “pensieri frivoli” e iniziare a ragionare in termini di sviluppo integrato e lotti funzionali.

La nota evidenzia come le moderne politiche infrastrutturali europee prediligano la realizzazione di opere fruibili per segmenti già al collaudo, citando come esempi il Terzo Megalotto della SS 106 e il lotto Battipaglia-Romagnano della nuova AV SA-RC. Lungo l’Arco Jonico, tuttavia, si preferirebbe dedicare energie a “opere dalla dubbia funzionalità”, come i prospettati “cloni di aviosuperfici nella Sibaritide” e l’uso di terminologie inappropriate per giustificare gli investimenti.

Gli autori sottolineano come l’Establishment, prima di amministrare, debba studiare il territorio, comprendendone la demografia, le omogeneità economiche e le difficoltà condivise. Si critica l’imprudenza di definire l’area di Sibari come “istmo” – essendo una delle più grandi pianure del mezzogiorno – ricordando che l’unico istmo italiano è quello tra Catanzaro e Lamezia.

La vera direttrice di sviluppo: Sibari-Crotone

Barbuto, Fullone e Mazza sostengono che il vero potenziale della Sibaritide si nasconda nell’asse Sibari-Crotone, che rappresenta l’anello debole del macrocontesto del Golfo di Taranto. Continuare a inquadrare Sibari solo come “deviatoio” ai flussi verso la Calabria centrale non fa che perpetuare il “gioco del centralismo storico”, già responsabile della “morte di Corigliano-Rossano e l’ecatombe per Crotone”.

La priorità non è un quarto aeroporto in Calabria, ma un piano di rigenerazione strutturale e upgrading tecnologicodella dorsale ferro-stradale KR-Sibari-Metaponto-TA.

Le proposte irrinunciabili per la rete ferroviaria

L’invito alla Politica è di concentrarsi sui necessari lavori di upgrading della ferrovia Jonica per accedere all’alta velocità:

  1. Riconnessione all’AV Lucana: La velocizzazione (AVR, fino a 200 km/h) raggiungerà il Metapontino entro il 2026. Per questo, è imperativo predisporre l’innalzamento a Rango C della tratta Sibari-Metaponto (elettrificata ma non adeguata), consentendo così ai treni calabresi di raggiungere Roma in meno di 5 ore.
  2. Infrastrutture funzionali: Smettere di farsi “abbindolare da RFI” che vorrebbe barattare la più funzionale Bretella di Thurio con la modesta “Lunetta di Sibari”.
  3. Interventi sui porti e nuove stazioni: Riconnettere i porti di Crotone e Corigliano-Rossano alla strada ferrata. Predisporre la variante a sud di Crotone verso l’aeroporto di Sant’Anna, la fermata per la località turistica di Le Castella e la nuova stazione baricentrica per l’area direzionale di Corigliano-Rossano.

I sottoscrittori concludono che questi interventi rappresentano il “minimo sindacale” per cui una politica attenta dovrebbe impegnarsi, evitando di “strumentalizzare argomenti al solo fine di scrivere qualcosa per dimostrare la loro esistenza”.

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