Stasi sollecita il Ministero: il sito ex Enel rimane fermo e la città attende risposte | VIDEO

Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha inviato una comunicazione al Ministero per il Made in Italy chiedendo un’azione concreta sul futuro dell’area ex Enel di Cda Cutura. La nota arriva dopo le recenti iniziative dei lavoratori dell’indotto, che da tempo segnalano l’assenza di sviluppi.

«Le scrivo» – afferma Stasi – «per esprimere la forte preoccupazione legata al degrado di un luogo rilevante per la città: la centrale è dismessa da anni, in fase di messa in sicurezza e smantellamento, su una superficie di circa settecentomila metri quadrati affacciati sul mare».

Il primo cittadino ripercorre poi le tappe degli ultimi anni. Ricorda il percorso Futur-E e il successivo confronto tra Enel, Comune, Regione e parti sociali, che aveva portato alla definizione di un impianto a idrogeno sostenuto da un finanziamento da quindici milioni di euro ottenuto tramite un bando regionale. Il progetto avrebbe rappresentato un’evoluzione significativa, con il possibile utilizzo dell’idrogeno anche per i futuri mezzi ferroviari regionali.

La rinuncia dell’azienda, osserva il sindaco, ha interrotto un processo condiviso che prevedeva interventi energetici, sociali e urbanistici: dal parco solare al riuso della Sala Macchine, dal completamento del lungomare alla creazione di nuove attività compatibili con l’area.

L’assenza di una proposta alternativa ha generato incertezza tra i lavoratori e un clima di attesa nella comunità. «Da più parti» – sottolinea Stasi – «emerge la sensazione che il gruppo non intenda avviare investimenti sul territorio. Un sito che ha segnato la storia energetica del Mezzogiorno non può restare privo di una prospettiva».

Il sindaco chiede quindi che l’azienda tenga conto dei sacrifici sostenuti dal territorio e valuti la ripresa del progetto sull’idrogeno o altre iniziative produttive compatibili. Richiama inoltre il ruolo dello Stato nella guida delle scelte strategiche dei grandi gruppi energetici.

Nella parte finale, Stasi invita il Ministro Adolfo Urso a promuovere un tavolo istituzionale con Enel, Comune e Regione per riaprire il confronto. «Mi rivolgo a Lei» – scrive – «per garantire attenzione alle preoccupazioni espresse dal territorio e per favorire un percorso che definisca il destino dell’area».

Il sindaco richiama anche una precedente interlocuzione relativa al Porto cittadino, ribadendo che la revoca dell’autorizzazione ZES ha confermato la fondatezza delle osservazioni sollevate dal Comune.

Articoli correlati: