Parte della città è senz’acqua da settimane, in alcuni casi da mesi. In diversi quartieri di Corigliano-Rossano l’erogazione resta irregolare e l’emergenza viene gestita attraverso il servizio di autobotti attivato dal Comune per assicurare l’approvvigionamento minimo alle famiglie.
Nel pieno del disagio, il sindaco Flavio Stasi alza il livello dello scontro con Sorical e annuncia l’intenzione di avviare azioni legali. Il primo cittadino attribuisce i disservizi ai ripetuti guasti delle adduttrici regionali, sostenendo che le criticità non dipendono dalla rete comunale ma da infrastrutture di competenza sovracomunale e da interventi ritenuti tardivi o inefficaci.
La questione assume anche un rilievo politico regionale con la proposta della consigliera Rosellina Madeo di istituire una commissione d’inchiesta. L’obiettivo è fare chiarezza sulla gestione del servizio idrico, sul ruolo di Sorical e sulle responsabilità che, a vario livello, hanno contribuito a una situazione che continua a creare disagi diffusi.
Dalle opposizioni cittadine e da altre forze politiche, però, arriva una lettura differente. Viene contestata al sindaco una carenza di azione politica e di vigilanza sulla rete comunale, che non rientra nelle competenze di Sorical. Secondo i critici, molte aree della città erano già in emergenza da tempo e l’attuale crisi evidenzia problemi strutturali irrisolti.
Il confronto resta aperto e si muove su due fronti distinti: da un lato le responsabilità regionali sulle grandi condotte, dall’altro i doveri del Comune sulla gestione e manutenzione della rete cittadina, mentre i cittadini continuano a convivere con un servizio essenziale a singhiozzo.
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