Giancarlo Cauteruccio non c’è più. Con la sua scomparsa si chiude una stagione importante della produzione teatrale nata in Calabria e cresciuta nel confronto nazionale e internazionale. Regista e scenografo di fama riconosciuta, aveva dato vita insieme a Pina Izzi alla compagnia Krypton, diventando una figura centrale di quella corrente che avrebbe ridefinito i linguaggi della rappresentazione dagli anni Ottanta in poi.
Originario di Marano Marchesato, nel Cosentino, classe 1956, aveva costruito il proprio cammino puntando sull’impatto delle immagini e sulla ricerca. Il trasferimento a Firenze nel 1975, per seguire gli studi di Architettura, segnò l’avvio di una rilettura dello spazio teatrale attraverso luci, proiezioni e strutture capaci di mutare la percezione del palcoscenico.
Con Krypton la scena si aprì a nuovi codici: movimento, dispositivi luminosi e visioni integrate diventarono parte della narrazione, in un dialogo costante anche con la musica contemporanea. Un lavoro portato avanti con coerenza, lontano da scorciatoie e soluzioni effimere.
Dal 1991 guidò il Teatro Studio di Scandicci, trasformandolo in un luogo di incontro per realtà consolidate e gruppi emergenti. Qui transitarono compagnie e artisti che avrebbero segnato il panorama teatrale degli anni successivi, in uno spazio aperto alla contaminazione tra parola, suono e gesto.
Le sue opere furono presentate nei principali teatri italiani e in città come New York, Mosca, Oslo e Berlino, confermando un profilo capace di parlare a pubblici diversi. Negli ultimi anni l’attenzione si era concentrata su Samuel Beckett, con una trilogia che riportava il corpo al centro dell’azione scenica.
Alla notizia della scomparsa è arrivato anche il messaggio del sindaco di Cassano Giampaolo Iacobini, che ha voluto esprimere il proprio cordoglio: «La morte di Giancarlo Cauteruccio ci addolora profondamente. Con lui se ne va un artista che ha saputo portare il nome della nostra terra nei teatri di tutto il mondo, lasciando un segno che resta».
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