Catanzaro, 30 gennaio 2026 – Il caso del mancato pagamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) agli ex dipendenti dei Consorzi di Bonifica calabresi approda in Consiglio Regionale. La capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, ha depositato un’interrogazione formale per denunciare una situazione definita «insostenibile», che sta colpendo decine di lavoratori ormai in pensione.
Il cuore della vicenda: diritti vs burocrazia
Al centro della protesta vi è il passaggio istituzionale avvenuto nel 2023, con la soppressione dei vecchi consorzi e l’istituzione del Consorzio di Bonifica unico della Calabria. Secondo Scutellà, questa riforma non può trasformarsi in un ostacolo burocratico per chi ha già concluso il proprio ciclo lavorativo.
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Il Problema: Ex dipendenti in quiescenza da anni non hanno ancora ricevuto le somme maturate.
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La Criticità: Il ritardo colpisce persone spesso anziane che necessitano di tali risorse per spese sanitarie e familiari.
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La Posizione M5S: Il TFR è un diritto costituzionalmente garantito che la Regione ha il dovere di onorare senza ulteriori rinvii.
L’iniziativa Politica: L’interrogazione
S chiede alla Giunta Regionale risposte chiare e, soprattutto, impegni finanziari immediati. Nello specifico, l’interrogazione mira a sapere:
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Istituzione di un Fondo Specifico: Se la Regione intenda creare una posta di bilancio dedicata alla copertura dei debiti pregressi per i TFR.
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Cronoprogramma dei Pagamenti: Quali siano i tempi certi previsti per l’erogazione delle somme spettanti.
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Responsabilità: Come la Giunta intenda gestire il passaggio dei debiti dai vecchi enti al nuovo Consorzio unico senza gravare sui lavoratori.
«Il rispetto dei diritti dei lavoratori non è negoziabile. La Regione deve restituire dignità a chi ha servito il territorio per una vita e oggi si trova privato di risorse fondamentali.»
Impatto sociale e territoriale
La denuncia evidenzia come il mancato pagamento stia esasperando il clima sociale, in particolare nelle aree rurali dove i Consorzi di Bonifica rappresentano storicamente uno dei principali polmoni occupazionali. L’incertezza economica di questi nuclei familiari rischia di alimentare ulteriormente la sfiducia nelle istituzioni regionali.
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