Corigliano-Rossano – Un attacco frontale quello lanciato dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, contro la politica di accentramento della Regione Calabria. Al centro della polemica non c’è solo la sanità, ma un intero sistema di gestione — che comprende anche rifiuti e risorse idriche — definito dal primo cittadino come un «percorso di spoliazione» ai danni delle comunità locali.
Secondo Stasi, l’attuale gestione regionale starebbe portando avanti un’autonomia “a giorni alterni”: autonomista a livello nazionale, appoggiando progetti che penalizzano il Sud, ma ferocemente centralista all’interno dei confini regionali, dove il potere viene sottratto ai sindaci per essere concentrato in apparati burocratici lontani dai bisogni reali.
Il “caso de Salazar” e lo spettro dell’azienda unica
Il punto di rottura più recente è l’incarico ad interim per Vitaliano De Salazar, chiamato a gestire contemporaneamente l’ASP di Cosenza e l’Azienda Ospedaliera dell’Annunziata. Per Stasi, non si tratta di una questione di competenza professionale, ma di una chiara prospettiva politica: la creazione di «torri di Babele» centralizzate.
«L’organizzazione sanitaria impone radicamento territoriale e controllo sociale», afferma Stasi. «Le Regioni più efficienti d’Italia mantengono le Aziende Locali. Qui invece si accelera verso un’azienda unica regionale, un nuovo “porto delle nebbie” refrattario al controllo dei cittadini e funzionale solo a interessi famelici».
Il fallimento di ARRICAL: tariffe raddoppiate e zero impianti
Il sindaco cita come esempio negativo il modello Arrical, l’autorità regionale per i rifiuti e le risorse idriche. I dati riportati da Stasi sono impietosi:
-
Rifiuti: Con i vecchi ATO la tariffa era di circa 160 € a tonnellata; con Arrical è balzata a 350 €.
-
Impiantistica: Nonostante l’accentramento dei poteri, non è stato realizzato alcun nuovo impianto di trattamento.
-
Acqua: Le tariffe sono aumentate nonostante i cronici disservizi nella fornitura da parte di Sorical.
«I cittadini pagano il prezzo di queste riforme e spesso pensano sia colpa dei sindaci», denuncia Stasi, sottolineando come l’accentramento serva proprio a schermare le responsabilità politiche regionali.
L’autonomia a giorni alterni
Il comunicato si chiude con una riflessione politica amara sulla visione di Calabria della Giunta Occhiuto. Da un lato il sostegno all’autonomia differenziata nazionale, dall’altro la sottrazione di autonomia gestionale ai territori calabresi. «Sono due visioni contrapposte: da una parte l’interesse politico e di apparato, dall’altro quello delle comunità che chiedono servizi efficienti e vicini al cittadino».
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |






