Corigliano-Rossano – I livelli essenziali di assistenza (LEA) in Calabria sono tra i più bassi d’Europa e la situazione nella Sibaritide ha ormai superato la soglia di guardia. Per queste ragioni, Alleanza Verdi Sinistra chiama i cittadini alla mobilitazione generale. I segretari regionali del partito, Giuseppe Campana e Fernando Pignataro, hanno annunciato due sit-in di protesta che si terranno davanti ai principali nosocomi della città per denunciare quello che definiscono il “fallimento totale” della gestione del presidente Occhiuto.
Secondo i portavoce di AVS, la sanità regionale è stata “rasa al suolo”, lasciando i cittadini privi di tutele minime e costringendo il personale sanitario a operare in condizioni di estrema precarietà.
Le tre proposte di AVS: legge speciale e stop al piano di rientro
Non solo denuncia, ma anche proposte concrete. Campana e Pignataro chiedono un cambio di rotta radicale attraverso tre pilastri normativi:
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Legge speciale: Dichiarare lo Stato di emergenza sanitaria in Calabria per mobilitare risorse straordinarie.
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Scorporo del debito: Liberare il bilancio regionale dal peso del debito sanitario storico per tornare a investire in tecnologie e personale.
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Cancellazione del Piano di Rientro: Mettere fine a un regime che, negli anni, ha solo impoverito i servizi senza risanare i conti.
Il calendario della mobilitazione
Il tour di AVS per toccare con mano lo stato dei nosocomi calabresi farà tappa a Corigliano-Rossano in due momenti distinti:
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Giovedì 12 febbraio (ore 10.00): Presidio davanti all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano.
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Venerdì 13 febbraio (ore 10.00): Presidio davanti all’ospedale “Guido Compagna” di Corigliano.
«Non si tratta solo di numeri o bilanci — concludono Campana e Pignataro — ma della vita delle persone, della salute dei nostri figli e dei nostri anziani. È ora di far sentire la voce della città contro una gestione che nega il diritto fondamentale alla cura».
L’invito alla partecipazione è esteso a tutte le forze sociali, alle associazioni e ai singoli cittadini che non intendono più rassegnarsi al declino del servizio sanitario pubblico.
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