Il regista Gianluca Matarrese al Metropol con “Il quieto vivere”, film dedicato alla sua famiglia coriglianese

Il regista Gianluca Matarrese arriva a Corigliano Rossano per presentare il suo film Il quieto vivere, in programma sabato 7 marzo al Cineteatro Metropol. Un appuntamento speciale per il cineasta italiano con base a Parigi, che torna nella città a cui è profondamente legato per le sue radici familiari.

Matarrese, regista, sceneggiatore e autore affermato nel panorama internazionale, è noto per i suoi documentari presentati nei principali festival cinematografici come Venezia, Sundance e Torino. Il suo cinema affronta temi complessi e attuali – dalla manipolazione del corpo all’identità di genere, fino alle trasformazioni sociali ed economiche – attraverso uno stile narrativo che fonde realtà e finzione.

Il legame con Corigliano Rossano è però molto personale. La madre del regista è originaria del territorio e, sin da bambino, Matarrese ha trascorso qui le vacanze insieme alla famiglia. Nella città ionica si trova infatti la casa dei nonni materni, luogo dove la famiglia ha sempre trovato rifugio dal ritmo frenetico della vita nelle grandi città. Anche se oggi vive a Parigi, il regista non ha mai nascosto il forte legame con l’Italia e con la Calabria.

Proprio questo rapporto con le proprie origini è al centro del film Il quieto vivere. Come già accaduto nel documentario “Fuori tutto”, premiato come Miglior documentario al Torino Film Festival 2019, anche in questo lavoro il regista sceglie di raccontare la propria famiglia.

Protagoniste del film sono infatti alcune figure della sua famiglia calabrese: le cugine Maria Luisa Magno e Imma Capalbo, la madre Carmela Magno, le zie Concetta e Filomena, i cugini Sergio Turano e Giorgio Pucci, insieme a molti altri parenti che vivono al Cozzo, un piccolo agglomerato di case arroccato su una collina nella campagna calabrese.

Attraverso il racconto di queste vite quotidiane, il film restituisce uno sguardo intimo e autentico su una comunità familiare radicata nella tradizione, tra memorie, affetti e piccoli rituali della vita di provincia.

La proiezione al Cineteatro Metropol rappresenta quindi non solo un evento culturale, ma anche un ritorno simbolico del regista nella terra che ha contribuito a formare il suo immaginario e la sua sensibilità artistica.

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