Inclusione e autonomia per le donne vittime di violenza: presentati i progetti “Donne Libere”

Un incontro partecipato, promosso dall’Associazione Mondiversi ETS, ha segnato la giornata dell’8 marzo, con la presentazione dei progetti legati all’avviso regionale “Donne Libere”, iniziativa finalizzata a rafforzare i percorsi di inclusione sociale e lavorativa delle donne vittime di violenza. All’appuntamento hanno preso parte operatori del sociale, istituzioni e cittadini, in un momento di confronto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future.

Ad aprire l’incontro è stato Antonio Gioiello, presidente dell’Associazione Mondiversi ETS, che ha sottolineato l’importanza di lavorare sulla prevenzione per contrastare il fenomeno della violenza di genere. «La prevenzione è fondamentale – ha spiegato – perché aiuta a evitare che casi di violenza e femminicidio si verifichino». Gioiello ha ricordato come, nonostante la gravità dei fatti che continuano a emergere, negli ultimi anni alcune azioni messe in campo abbiano contribuito a una riduzione dei casi più estremi.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i dati relativi alle tre case rifugio gestite dall’associazione. «Nel 2025 abbiamo ospitato complessivamente 27 donne e 29 bambini, per un totale di 56 persone», ha spiegato Gioiello, sottolineando come la presenza di molti minori dimostri quanto il fenomeno coinvolga interi nuclei familiari. Le strutture – la casa rifugio Risea per le emergenze, la casa di primo livello Mondiversi e la casa di secondo livello Libere Donne – accompagnano le vittime in un percorso che va dall’accoglienza fino al raggiungimento dell’autonomia.

Nel dettaglio dei progetti è intervenuta Luigia Rosito, responsabile del Centro Antiviolenza “Fabiana Luzzi”, che ha illustrato le iniziative presentate nell’ambito del bando regionale. «Abbiamo presentato tre progetti – Impronta, Equilibri e Trame – che avranno durata triennale e riguardano la promozione delle pari opportunità e l’inclusione sociale e lavorativa delle donne che hanno subito violenza», ha spiegato.

Tra le azioni previste vi sono il potenziamento dell’assistenza psicologica e del supporto legale, oltre alla realizzazione di percorsi personalizzati per l’empowerment femminile. Rosito ha evidenziato anche l’importanza di strumenti concreti di sostegno alla vita quotidiana delle donne, soprattutto quando gli orari di lavoro non coincidono con quelli dei servizi pubblici. «Si tratta di un aiuto reale per favorire l’autonomia», ha aggiunto.

I progetti includono anche attività formative e laboratoriali, come il rafforzamento del laboratorio di sartoria della “Bottega del dono” e la creazione di un nuovo laboratorio di ceramica, pensati per sviluppare competenze spendibili nel mondo del lavoro e rafforzare l’autostima delle donne coinvolte.

All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale all’Inclusione sociale, welfare e pari opportunità Pasqualina Straface, che ha ricordato il percorso istituzionale che ha portato alla legge regionale 34, dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. «Abbiamo voluto superare la logica dell’emergenza – ha affermato – perché non basta garantire protezione e accoglienza: è necessario costruire percorsi di autonomia».

L’assessore ha sottolineato come la Regione abbia avviato un sistema strutturato di interventi attraverso il piano triennale da oltre 8 milioni di euro, che punta a rafforzare la rete tra istituzioni, centri antiviolenza e servizi territoriali. «Una donna senza indipendenza economica, senza lavoro e senza una casa ha una libertà fragile», ha dichiarato, evidenziando come i progetti “Donne Libere” vadano proprio nella direzione di costruire percorsi di autonomia e partecipazione alla vita sociale ed economica.

La giornata si è così trasformata in un momento di riflessione e condivisione, ribadendo che la lotta alla violenza di genere passa non solo dalla tutela delle vittime, ma soprattutto dalla creazione di condizioni concrete di libertà, dignità e indipendenza per le donne.

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