Alluvione Crati, Bonelli a Sibari: «Stato di calamità subito, l’agricoltura è in ginocchio»

Di Antonio Caruso
SIBARI (CASSANO ALL’IONIO)
– Una ferita aperta nel cuore agricolo della Calabria. A quindici giorni dalla disastrosa esondazione del fiume Crati, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di AVS, Angelo Bonelli, ha fatto tappa in Piazza Iseliceo a Sibari per raccogliere il grido d’allarme dei territori colpiti. Ad accoglierlo, una delegazione di sindaci composta da Gianpaolo Iacobini (Cassano), Flavio Stasi (Corigliano-Rossano), Roberto Ameruso (Tarsia) e Daniele Sisca (Santa Sofia d’Epiro).

Il bilancio del disastro: fango sulle eccellenze

L’alluvione di inizio marzo ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione. Centinaia di ettari di agrumeti e pescheti, vanto della Piana di Sibari, sono stati sommersi da oltre un metro di acqua e fango. I sindaci hanno rappresentato a Bonelli una situazione drammatica: non si tratta solo di raccolti perduti, ma del rischio concreto di veder morire migliaia di piante di clementine IGP a causa dell’asfissia radicale provocata dal fango sedimentato.

Le richieste al Governo: manutenzione e risarcimenti

I primi cittadini hanno ribadito la necessità di un intervento strutturale non più rimandabile. Tra le istanze consegnate al deputato:

  1. Riconoscimento immediato dello Stato di Calamità: per sbloccare i fondi destinati alle aziende agricole che hanno perso il fatturato di un’intera stagione.

  2. Piano straordinario per il Crati: la rottura degli argini è stata indicata come conseguenza di una mancata pulizia dell’alveo che dura da anni.

  3. Sicurezza del suolo: l’allarme si estende anche ai comuni collinari come Santa Sofia d’Epiro, dove le piogge hanno riattivato pericolosi movimenti franosi.

L’impegno di Bonelli: «Porterò il caso in Parlamento»

«Quello che ho visto oggi è il risultato di un mix esplosivo tra crisi climatica e incuria del territorio», ha dichiarato Bonelli. Il leader verde si è impegnato a presentare un’interrogazione urgente ai Ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura per accelerare l’iter dei risarcimenti. «La Sibaritide non può essere lasciata sola a spalare il fango dell’indifferenza burocratica. Serve un piano nazionale di adattamento climatico con risorse vere, non solo promesse».

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