Calabria, accuse alla Regione: fondi fermi e gestione nel mirino politico locale

CORIGLIANO-ROSSANO – 29 marzo 2026. Duro intervento del sindaco Flavio Stasi contro la Giunta regionale calabrese, accusata di inefficienza nella gestione delle risorse e di voler accentrare il controllo dei fondi sociali.

«L’unica a dover essere commissariata è questa Giunta regionale», afferma Stasi, puntando il dito contro una strategia che, a suo dire, avrebbe come unico obiettivo la gestione delle risorse per costruire consenso.

Secondo il primo cittadino, la Calabria si colloca tra le realtà europee con maggiori difficoltà nella spesa dei finanziamenti disponibili. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza viene definito «un disastro», mentre sui fondi di coesione si registra «molta carta e poca spesa». Critiche anche all’utilizzo delle risorse regionali, impiegate – sostiene – per incarichi e strutture ritenute non prioritarie.

Nel mirino anche l’ipotesi di commissariamento degli Ambiti territoriali sociali, ovvero i Comuni. «Se non fosse una questione seria farebbe sorridere», osserva il sindaco, ricordando che proprio la Regione ha trasferito agli enti locali la gestione del welfare senza adeguata preparazione né supporto tecnico.

Stasi ripercorre le scelte del 2022, quando la Calabria risultava ultima in Italia per spesa sociale pro capite, pari a circa un quarto della media nazionale, nonostante un fabbisogno molto più elevato legato alla fragilità del territorio.

I Comuni, spesso in difficoltà finanziaria e con personale ridotto, si sono comunque fatti carico della gestione, affrontando un sistema di riparto giudicato inadeguato perché non basato sui reali bisogni della popolazione.

«Gli ambiti stanno dando risposte difficili ma incoraggianti», sottolinea il sindaco, evidenziando come il problema non sia la capacità operativa degli enti locali, ma la carenza di risorse e indirizzi.

Nel documento si denuncia anche l’assenza di interventi concreti per aumentare i fondi e rafforzare le strutture amministrative, mentre resta elevato il rischio di povertà ed esclusione sociale, che in Calabria raggiunge il 49%, contro il 23% nazionale.

Secondo Stasi, l’intenzione della Regione sarebbe quella di riprendere il controllo diretto dei finanziamenti in vista delle prossime scadenze elettorali. «Se davvero ci fosse attenzione per le comunità – conclude – si aumenterebbero le risorse e si migliorerebbe la capacità di spesa, invece di intervenire sugli ambiti».

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