Coinvolte classi seconde e quinte degli istituti cittadini, al centro ascolto, inclusione e percorsi per costruire rispetto e integrazione sociale – Un percorso educativo per avvicinare i più giovani alla conoscenza dell’autismo e promuovere una maggiore consapevolezza fin dall’infanzia. È questo il senso dell’iniziativa “Conoscere lo spettro autistico”, che si è svolta nei giorni scorsi al Palazzetto Pietro Ianni, coinvolgendo gli alunni delle classi seconde e quinte della scuola primaria di Corigliano Rossano. L’evento nasce con l’obiettivo di superare il tradizionale approccio teorico al tema, puntando invece su un coinvolgimento diretto dei bambini. Gli studenti sono stati chiamati a realizzare elaborati individuali, dando spazio a percezioni, emozioni e capacità di interpretazione del tema. «Abbiamo voluto creare qualcosa di diverso rispetto al solito convegno», spiega il presidente dell’associazione Unici Diversi Uguali, Francesco Galati. «Abbiamo scelto di dare voce ai bambini per iniziare a costruire consapevolezza fin da piccoli». Una scelta che ha portato a coinvolgere due fasce d’età precise: «Le seconde iniziano ad avere una prima consapevolezza, mentre le quinte si avvicinano a un nuovo percorso scolastico. Abbiamo notato più spontaneità nei più piccoli e maggiore strutturazione nei più grandi».
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Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il ruolo delle famiglie. «I primi responsabili del cambiamento siamo noi genitori», afferma il presidente dell’associazione. «Dobbiamo far capire cosa significa vivere la disabilità e chiedere risposte concrete». Dal punto di vista istituzionale, l’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di programmazione dei servizi. «Parlare di autismo significa prima di tutto comprendere», evidenzia l’assessore ai servizi sociali Marinella Grillo. «È un mondo vario, che richiede ascolto, empatia e responsabilità». L’amministrazione ha avviato un lavoro strutturato sul territorio. «Abbiamo numeri alti e serve un impegno concreto», spiega Grillo. «Abbiamo attivato un osservatorio permanente e stiamo collaborando con l’azienda sanitaria per costruire percorsi che vadano oltre l’assistenza». Al centro resta il ruolo della scuola. «Partire dai bambini significa gettare le basi per una società più inclusiva», aggiunge l’assessore. «Autismo non è qualcosa da combattere, ma una condizione con cui convivere e che può arricchire la comunità». L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto e sensibilizzazione, ma anche un punto di partenza per nuove azioni sul territorio. L’obiettivo resta quello di costruire percorsi concreti per una maggiore integrazione, riducendo le distanze e favorendo una partecipazione piena alla vita sociale.






