CATANZARO – Il caso dell’installazione di una torre 5G nel cuore di Marano Marchesato approda in Consiglio Regionale. Il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, ha depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta di intervenire su un progetto che definisce una “forzatura tecnologica” a danno della comunità cosentina.
Una torre da 35 metri tra le case
Al centro della contesa c’è il progetto di un’imponente infrastruttura di telefonia mobile alta 35 metri. Secondo quanto denunciato da Laghi, l’impianto dovrebbe sorgere in un’area densamente popolata, a pochissimi metri dalle abitazioni civili.
«L’innovazione tecnologica non può prescindere dal rispetto della salute e dalla salvaguardia di un territorio a rischio idrogeologico», ha dichiarato Laghi.
Rischio idrogeologico e fragilità del suolo
Oltre all’impatto elettromagnetico, il consigliere solleva un forte allarme sulla sicurezza del sito scelto. L’area individuata ricade infatti nelle classi R2 e R3 del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), zone classificate a rischio medio ed elevato.
Per Laghi, ignorare la fragilità geologica certificata dell’area e il grido d’allarme di amministrazione e cittadini significa «abdicare al ruolo di governo del territorio».
Il richiamo alla Legge Regionale n. 44
L’interrogazione punta il dito sulla possibile violazione della Legge Regionale 44/2023 (proposta dallo stesso Laghi), che impone ai Comuni il criterio della minimizzazione delle esposizioni e riconosce loro il potere di indirizzare la localizzazione degli impianti.
Il Comune di Marano Marchesato, ricorda il consigliere, non ha opposto un diniego ideologico, ma ha proposto siti alternativi idonei che permettano la connettività senza sacrificare la sicurezza. Eppure, si starebbe procedendo verso un’imposizione unilaterale da parte della società Inwit.
Le richieste alla Giunta
Con l’atto ispettivo, Ferdinando Laghi chiede alla Giunta regionale di:
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Mediazione istituzionale: Avviare un confronto a più voci tra azienda, autorità locali, cittadini e Protezione Civile.
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Verifica tecnica: Accertare la reale distanza strutturale dell’impianto dalle case.
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Tutela della popolazione: Garantire che gli interessi aziendali non prevalgano sui diritti e sulla sicurezza dei residenti.
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