CARIATI – Il futuro dell’ospedale di Cariati continua a essere terreno di scontro politico frontale. Al centro della polemica sollevata dal gruppo “Le Lampare” c’è la gestione del Laboratorio Analisi, servizio considerato il “cuore pulsante” per la classificazione del presidio come Ospedale di Zona Disagiata.
La “narrazione” delle 12 ore e il cambio di rotta
Per mesi, esponenti politici del centrodestra locale e regionale — tra cui Pasqualina Straface e l’attuale amministrazione — avrebbero sostenuto la sufficienza di un laboratorio attivo per sole 12 ore. Una versione che Le Lampare definiscono tecnicamente incompatibile con la normativa vigente per un presidio di zona disagiata.
La svolta sarebbe avvenuta lo scorso 28 aprile, durante un incontro con il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto. In quella sede, il gruppo consiliare ha ribadito l’evidenza: senza un laboratorio H24 o almeno H18 con reperibilità, Cariati non può funzionare legalmente come ospedale.
«Di fronte a questa evidenza, Occhiuto ha contattato i vertici dell’ASP di Cosenza chiedendo e ottenendo conferma della possibilità di attivare un laboratorio H18 con reperibilità», spiegano Le Lampare. «Un impegno diretto del Presidente che ora attendiamo di veder tradotto in atti».
L’accusa: «Perché non è stato fatto prima?»
Il gruppo solleva un interrogativo che scuote la filiera politica locale: perché dirigenti e amministratori di riferimento del governo regionale hanno sostenuto per mesi una narrazione monca invece di correggere subito l’impostazione? L’accusa è quella di aver preferito la propaganda e i contenuti celebrativi alla tutela reale della salute, lasciando pericolosamente il servizio diagnostico in uno stato di insufficienza.
Un territorio senza servizi alla vigilia dell’estate
Mentre si attende la relazione al Consiglio Comunale prevista per il 4 maggio, il quadro clinico del territorio ionico appare drammatico:
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Assenza di posti letto e Pronto Soccorso: Una carenza che pesa come un macigno sull’entroterra e sulla costa.
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Diagnostica e Medicina Territoriale: Servizi ancora sulla carta o fortemente depotenziati.
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Emergenza estiva: Con l’arrivo dei turisti, la pressione su una sanità già inesistente rischia di diventare insostenibile.
Sanità pubblica sotto attacco
La critica de Le Lampare travalica i confini locali, puntando il dito contro i governi di Catanzaro e Roma, accusati di «distruggere il Servizio Sanitario Nazionale» attraverso il definanziamento del settore pubblico a favore della sanità privata.
«Dall’entroterra alla costa siamo senza sanità», conclude la nota, denunciando l’immobilismo di una filiera politica fatta di «trasformisti e dirigenti» che non starebbero compiendo i passi necessari per garantire i diritti previsti dalla legge.
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