Sanità ad Acri, Rifondazione Comunista boccia la Casa della Comunità: «Un semplice remix di servizi già esistenti»

ACRI (CS) – «Un’operazione di facciata che non cambia nulla per i cittadini». Non usa mezzi termini Rifondazione Comunista per commentare l’istituzione della nuova Casa della Comunità all’interno del presidio ospedaliero “Beato Angelo” di Acri. In una nota congiunta, Angelo Viteritti (PRC Acri) e Domenico Passarelli (Segreteria provinciale) denunciano quella che considerano una riorganizzazione puramente burocratica, incapace di rispondere alle croniche carenze sanitarie del territorio.

Il nodo della Casa della Comunità “Spoke”

Secondo gli esponenti di Rifondazione, l’allocazione della nuova struttura — prevista dal PNRR — nei locali dell’ospedale esistente non sarebbe altro che un raggruppamento formale di unità operative già attive, come il poliambulatorio, il CIM, l’assistenza domiciliare e la guardia medica.

«Si tratta di una riorganizzazione superficiale – si legge nella nota – un “remix” di servizi che non prevede l’attivazione di nuove prestazioni essenziali, ma solo un trasloco burocratico che ha già dimostrato di fallire in altre realtà».

L’occasione mancata: l’Ospedale di Comunità

Il rammarico più forte riguarda la mancata istituzione di un Ospedale di Comunità. Nonostante il Distretto Valle Crati conti circa 140.000 abitanti e gli standard nazionali prevedano posti letto specifici per questa tipologia di assistenza intermedia, ad Acri questa opportunità è stata negata.

L’assenza di questa struttura è considerata grave da Rifondazione, specialmente alla luce della disponibilità di spazi inutilizzati all’interno del “Beato Angelo”. Un Ospedale di Comunità avrebbe permesso di gestire le dimissioni protette e le stabilizzazioni cliniche vicino al domicilio dei pazienti, decongestionando i reparti d’urgenza.

Carenza di personale: il vero “collo di bottiglia”

Oltre alle mura, Rifondazione pone l’accento sul fattore umano. «Nessuna infrastruttura può funzionare senza un massiccio incremento del personale medico e infermieristico». La critica investe l’assenza di un piano strategico per le assunzioni, senza il quale ogni nuova denominazione rischia di rimanere un guscio vuoto.

La proposta: verso un nuovo modello

Il PRC invoca un potenziamento completo del presidio acrese, citando come modello virtuoso la recente proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dal comitato “La Cura”. L’obiettivo è superare la logica dei tagli e delle trasformazioni formali per approdare a un reale aumento dell’offerta sanitaria pubblica.

«I cittadini acresi non hanno bisogno di propaganda, ma di una sanità che funzioni davvero e che garantisca il diritto alla cura nella propria terra», conclude la nota.

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