È morta Francesca Anastasio, la mamma di Dodò: trasformò il dolore in impegno contro la ’ndrangheta

È morta Francesca Anastasio, madre di Dodò Gabriele, il bambino di 11 anni ucciso il 25 giugno 2009 a Crotone durante un agguato di ’ndrangheta mentre giocava a calcetto. Una figura diventata negli anni simbolo di coraggio, memoria e lotta alla criminalità, capace di trasformare il dolore per la perdita del figlio in un costante impegno civile e sociale.

Insieme al marito Giovanni Gabriele, Francesca Anastasio aveva portato in tutta Italia la storia di Dodò, incontrando studenti, associazioni, istituzioni e comunità per diffondere messaggi di legalità, pace e contrasto alla violenza mafiosa.

Dal dramma vissuto dalla famiglia nacque anche l’associazione intitolata al piccolo Dodò, impegnata nella promozione della cultura della legalità e nel sostegno alle iniziative contro ogni forma di criminalità organizzata.

Tra le numerose testimonianze lasciate nel territorio resta vivo il ricordo dell’incontro svolto nel maggio del 2023 all’istituto comprensivo “Tieri” di Corigliano-Rossano, alla presenza del sindaco Flavio Stasi, delle forze dell’ordine e delle autorità scolastiche. In quell’occasione Francesca Anastasio e Giovanni Gabriele parlarono agli studenti raccontando la storia del figlio e l’importanza dell’impegno quotidiano contro l’indifferenza e la cultura mafiosa.

“Ogni cittadino può fare la propria parte promuovendo la legalità e denunciando ogni forma di criminalità”, avevano ribadito nel corso dell’incontro, sottolineando il valore dell’educazione delle nuove generazioni ai principi del rispetto, della solidarietà e della giustizia.

Nelle ultime ore, a ricordare Francesca Anastasio è stata anche la docente Rosetta Fusaro, che nel 2023 aveva accolto la famiglia Gabriele all’allora istituto comprensivo “Tieri” insieme al dirigente scolastico Giovanni Aiello.

“Incontrare Francesca è stato un dono raro – ha scritto la docente –. Parlava ai bambini con un’empatia che arrivava all’anima, raccontando la storia di Dodò come una lezione d’amore e lasciando nei ragazzi un silenzio pieno di rispetto”.

Nel ricordo condiviso, Rosetta Fusaro ha sottolineato anche la semplicità e l’umanità della donna, ricordando momenti vissuti lontano dagli incontri ufficiali e il forte legame costruito nel tempo.

“Nell’ultima telefonata mi aveva confidato di non stare bene. Ho sperato fino all’ultimo che la sua forza vincesse anche questa battaglia. Oggi il dolore è grande, ma resta la gratitudine per aver incrociato il suo cammino”.

Parole che restituiscono il segno profondo lasciato da Francesca Anastasio in chi l’ha conosciuta e nelle tante comunità raggiunte negli anni dal suo instancabile impegno per la memoria di Dodò e per la diffusione della cultura della legalità.

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