Le due leggi approvate intervengono sul tema delle concessioni demaniali marittime nel quadro della direttiva Bolkestein. Una norma prevede la proroga delle concessioni, mentre l’altra consente agli stabilimenti esclusi dai rinnovi di ottenere una diversa collocazione temporanea fino al 2026.
Secondo le organizzazioni dei balneari, il voto rappresenta un segnale di attenzione verso un comparto che coinvolge centinaia di imprese e migliaia di lavoratori. Le associazioni Sib-Fipe Confcommercio e Assobalneari Calabria hanno espresso apprezzamento per il risultato raggiunto in Consiglio regionale, sottolineando la necessità di garantire stabilità amministrativa alle aziende del settore turistico.
Le categorie economiche evidenziano anche le difficoltà affrontate negli ultimi mesi da molte attività colpite dagli effetti del maltempo e delle mareggiate che hanno interessato diverse località costiere calabresi.
Nonostante il consenso politico registrato in aula, resta aperta la questione legata alla possibile impugnazione delle norme da parte del Governo nazionale. Il confronto tra Regione e Stato sul tema delle concessioni demaniali non è nuovo e richiama quanto già accaduto negli anni scorsi sul principio della “scarsità della risorsa” previsto dalla normativa europea.
Il presidente della Regione Roberto Occhiuto, in passato, aveva sostenuto la particolarità della situazione calabrese rispetto ad altre aree italiane, evidenziando la presenza di numerosi tratti di costa ancora liberi.
Ora il dibattito si sposta a Roma, dove saranno valutati gli effetti delle nuove disposizioni approvate dalla Regione Calabria.
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