Asp di Cosenza, lettera di Rapani a Occhiuto, prefetto e procura

All’Asp di Cosenza esplode il caso del clima interno negli uffici. Paura, tensioni, presunte aggressioni e personale sanitario sotto pressione. Una situazione che adesso arriva ufficialmente sui tavoli più alti delle istituzioni calabresi attraverso una dura lettera aperta inviata dal senatore Ernesto Rapani al presidente della Regione Calabria e commissario alla Sanità Roberto Occhiuto, con copia indirizzata anche al prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano e al procuratore capo Vincenzo Capomolla.

Un intervento politico pesante, che accende ulteriormente i riflettori su quanto starebbe accadendo dentro l’Azienda sanitaria provinciale cosentina, già al centro di polemiche e tensioni nelle ultime settimane.

Rapani non usa giri di parole e mette nero su bianco una richiesta di intervento immediato. Il senatore parla apertamente di «situazione che, secondo quanto denunciato e già emerso pubblicamente negli ultimi giorni, si vive all’interno dell’Asp di Cosenza». Parole che pesano e che fotografano un quadro definito allarmante.

Nel documento indirizzato a Occhiuto, il parlamentare sottolinea come «le notizie relative a presunti episodi di aggressione, tensioni negli uffici e a un clima di forte preoccupazione tra dipendenti e personale sanitario stanno generando allarme». Una denuncia che punta dritta al cuore della gestione interna dell’azienda sanitaria.

Rapani chiede senza mezzi termini che venga fatta chiarezza. «Meritano, a mio avviso, un immediato approfondimento istituzionale», scrive il senatore, sollecitando verifiche rapide e concrete.

Ma il passaggio più duro riguarda le condizioni di lavoro dentro l’Asp. Secondo Rapani, «è necessario che vengano adottate tutte le iniziative utili per garantire condizioni di sicurezza e serenità nei luoghi di lavoro». Un riferimento diretto alla tutela di medici, dipendenti e operatori sanitari che ogni giorno mandano avanti servizi indispensabili per migliaia di cittadini.

Nella lettera emerge anche il sospetto che possano esserci responsabilità interne ancora tutte da chiarire. Il senatore evidenzia infatti come «appaia opportuno verificare se siano state attivate adeguate procedure interne e se sussistano eventuali responsabilità che richiedano ulteriori valutazioni amministrative o disciplinari».

Parole che suonano come una precisa richiesta di accertamenti su eventuali omissioni o mancanze nella gestione delle tensioni denunciate all’interno dell’azienda sanitaria.

Rapani richiama inoltre un altro elemento che potrebbe aggravare ulteriormente il quadro. Nei giorni scorsi, infatti, sarebbe stata protocollata una nota indirizzata al commissario straordinario dell’Asp di Cosenza Vitaliano De Salazar. Una comunicazione nella quale, secondo quanto riferito dal senatore, sarebbe stata espressa «forte preoccupazione per il clima interno» con la richiesta di «provvedimenti urgenti a tutela della salute e della sicurezza del personale».

Da qui l’ulteriore domanda rivolta ai vertici istituzionali: capire se, dopo quella segnalazione, siano stati realmente adottati interventi concreti oppure se tutto sia rimasto fermo.

Il parlamentare di Fratelli d’Italia, infine, richiama apertamente anche il lavoro della magistratura. «Confido nella piena collaborazione delle istituzioni competenti e nell’operato della magistratura, che sta già seguendo la vicenda attraverso gli accertamenti avviati», scrive Rapani, lasciando intendere che sulla vicenda siano già in corso verifiche investigative.

Un passaggio che rende ancora più pesante il quadro politico e amministrativo attorno all’Asp di Cosenza.

La lettera si chiude con un nuovo richiamo alla gravità della situazione. Rapani ribadisce infatti che occorre mantenere «alta l’attenzione su una situazione che coinvolge non soltanto aspetti organizzativi, ma anche la tutela del personale e il corretto funzionamento della sanità pubblica».

Un affondo politico diretto che ora chiama in causa il presidente Occhiuto, il commissario De Salazar e tutti gli organi competenti. Sullo sfondo resta una domanda pesantissima: cosa sta realmente accadendo dentro l’Asp di Cosenza?

 

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