Strage del Raganello, arriva il Primo Verdetto: Condannato a 4 Anni il Sindaco di Civita. Dissequestrate le Gole

CASTROVILLARI – A distanza di quasi otto anni da quel drammatico 20 agosto 2018, il Tribunale di Castrovillari ha pronunciato la sentenza di primo grado per la tragedia delle Gole del Raganello, uno dei capitoli più dolorosi e traumatici della cronaca calabrese recente.

Il verdetto prova a fare luce sulle responsabilità legate alla morte di nove escursionisti e della loro guida, oltre al ferimento di altre 11 persone, travolte da un’improvvisa e violentissima ondata di fango e acqua all’interno del celebre canyon del Pollino. Un cataclisma da cui altre 23 persone riuscirono a salvarsi miracolosamente.

Al centro del processo, le figure istituzionali e tecniche dell’epoca, accusate a vario titolo di gravi omissioni nella gestione della sicurezza del sito naturalistico.

Le Decisioni del Tribunale: Condanne e Assoluzioni

Il dispositivo letto in aula ha stabilito responsabilità precise, pur ridimensionando parzialmente l’impianto accusatorio iniziale:

  • Alessandro Tocci, all’epoca dei fatti e attuale sindaco di Civita, è stato condannato a 4 anni e un mese di reclusione. Per lui, oltre alle spese processuali, è scattato l’obbligo di risarcimento danni nei confronti delle parti civili.

  • Giovanni Vangieri, guida escursionistica, ha ricevuto una condanna a 3 anni e 5 mesi di carcere.

Per entrambi i condannati i giudici hanno riconosciuto il vincolo della continuazione dei reati, escludendo tuttavia alcune condotte specifiche e aggravanti.

Il processo si è chiuso invece con l’assoluzione piena («perché il fatto non sussiste») per tutti gli altri imputati: l’agente turistico Marco Massaro e gli allora sindaci dei comuni limitrofi coinvolti nelle indagini: Antonio Carlomagno (Cerchiara di Calabria), Antonio Cersosimo (San Lorenzo Bellizzi) e Franco Bettarini (Francavilla Marittima).

Prevenzione contro Imprevedibilità: Lo Scontro in Aula

Il dibattimento ha vissuto sul delicatissimo confine che separa la responsabilità dell’uomo dall’impeto della natura.

La tesi dell’accusa: Il Pubblico Ministero Veronica Rizzaro ha insistito sulle gravi omissioni organizzative. Secondo la Procura, l’accesso alle Gole avrebbe dovuto essere contingentato o del tutto vietato alla luce dell’allerta meteo. Sotto accusa anche la mancanza di un piano di evacuazione e di sistemi di allertamento efficaci per i turisti.

La tesi della difesa: I legali degli imputati hanno basato la propria strategia sul concetto di flash flood (piena lampo). Un fenomeno meteorologico estremo ed eccezionale, originatosi ad alta quota sul massiccio del Pollino e riversatosi a valle in pochissimi minuti, giudicato dai difensori come totalmente imprevedibile con gli strumenti ordinari a disposizione di piccoli comuni montani.

Una Ferita Aperta e il Ritorno del Sito alla Comunità

Al di là delle formule giuridiche, la sentenza riapre una ferita mai rimarginata per la comunità locale e per i familiari delle vittime, che in quel canyon persero i propri cari in una giornata estiva trasformatasi in incubo.

Contestualmente alla sentenza, i giudici hanno disposto il dissequestro delle Gole del Raganello. Il sito naturalistico, tra i più visitati d’Europa, torna così fruibile dopo quasi otto anni di sigilli, ponendo fine a un lungo blocco per l’escursionismo e il turismo dell’intera area del Pollino.

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