Si fa sempre più inquietante il quadro investigativo attorno alla morte dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati all’interno di un’auto nell’area di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106, ad Amendolara. Secondo quanto emerge dagli accertamenti condotti nelle ultime ore, gli inquirenti sarebbero giunti alla conclusione che si tratti di un omicidio.
La pista dell’assassinio era stata presa in considerazione fin dai primi momenti successivi al ritrovamento dei corpi. Lo stato dei luoghi e le condizioni del veicolo avrebbero infatti fatto apparire poco credibile l’ipotesi di un incidente o di un evento accidentale.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Castrovillari. Sul posto hanno operato il procuratore di turno Roberta Bello, gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza guidati dal dirigente Rocco Francesco Silvestri, la Polizia Stradale di Trebisacce e la Polizia Scientifica, impegnata nei rilievi tecnici all’interno dell’area di servizio.
Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sui sistemi di videosorveglianza presenti nel distributore e nelle aree circostanti. Le immagini sono già al vaglio degli specialisti e potrebbero fornire elementi decisivi per ricostruire le ultime ore di vita delle vittime e individuare eventuali responsabilità.
Al momento viene seguita una precisa pista investigativa, ma sulle sue caratteristiche viene mantenuto il massimo riserbo. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, anche se, secondo quanto trapela, non vi sarebbero per ora elementi tali da collegare il delitto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Un dettaglio che gli investigatori ritengono significativo è proprio il luogo scelto per abbandonare e incendiare il veicolo: un distributore di carburante affacciato su una strada trafficata, scenario molto diverso da quelli generalmente utilizzati nelle esecuzioni riconducibili alle cosche locali.
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