Ponte di Longobucco, al via il processo sul crollo del viadotto

Il crollo del Ponte di Longobucco entra nell’aula del Tribunale di Castrovillari. Non più solo carte d’indagine, consulenze e ricostruzioni tecniche: da questa mattina il cedimento del Viadotto Ortiano II, avvenuto il 3 maggio 2023, è diventato materia di dibattimento davanti al collegio giudicante.

Nell’udienza di apertura le parti hanno anticipato le rispettive richieste istruttorie. Il processo entrerà nel vivo il prossimo 27 ottobre, quando saranno sentiti i primi testimoni indicati nella lista depositata dalla Procura di Castrovillari.

A giudizio ci sono Aldo Madeo, Gianfranco Volpe, Gianpiero Alfonso Ammirato, Domenico Renda, Salvatore Arcuri e Domenico Turro. Il procedimento dovrà accertare eventuali responsabilità nella progettazione, realizzazione, esecuzione, collaudo, controllo e manutenzione dell’opera.

Il viadotto era stato realizzato circa nove anni prima del crollo per consentire l’attraversamento di un corso d’acqua. Quel giorno, secondo quanto ricostruito nella fase investigativa, il fiume era ingrossato a causa del maltempo. Il ponte era già stato chiuso perché ritenuto a rischio dopo uno smottamento registrato nella zona.

Uno dei punti centrali dell’accusa riguarda il progetto dell’opera. Secondo la Procura, il progetto definitivo prevedeva 32 micropali sotto i plinti di fondazione, pensati per ridurre il rischio di scalzamento. In fase di gara, però, sarebbero state accolte modifiche proposte dall’impresa aggiudicataria, con la riduzione a 15 micropali e la loro collocazione solo sotto alcuni plinti.

Per l’accusa, quelle modifiche sarebbero state accettate senza un’adeguata valutazione dei rischi idraulici e delle criticità legate alla costruzione in alveo. Altri profili riguardano il deposito del progetto, il collaudo, i controlli successivi e la manutenzione.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Michele Donadio, Nicola Candiano, Guido Siciliano, Pierluigi Pugliese, Mauro Magnelli e Roberto Le Pera.

Dopo il crollo, Anas ha avviato i lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto, insieme a interventi collaterali per la mitigazione del rischio idraulico. Ora sarà il processo a stabilire se quel cedimento abbia avuto responsabilità precise.

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