Allarme a Cosenza: associazioni chiedono giustizia e tutela per i gatti di Via dei Mille

COSENZA – Le associazioni UTI per tutti – Unione Tutela Individui e AVI – Associazione Vegani Internazionale, insieme ad altri gruppi, hanno lanciato un’allarmante denuncia riguardo la situazione dei gatti di Via dei Mille, a Cosenza, dove diversi felini sono stati trovati morti. Le associazioni stanno lottando per la loro tutela e chiedono un intervento immediato da parte delle autorità.

A seguito di un’indagine, le associazioni hanno raccolto prove e testimonianze di presunti maltrattamenti. “Una signora è testimone di aggressioni violente ai danni di una gatta incinta presa a bastonate che è morta in seguito con tutta la prole”, dichiarano le associazioni nel comunicato. Si parla di “minacce e gesti di odio” che non possono essere tollerati.

Diffida, indagini e appello alle istituzioni

L’urgenza della situazione ha spinto le associazioni a inviare una Diffida ad Adempiere al Sindaco e alle istituzioni competenti. È stato inoltre aperto un fascicolo in Tribunale con indagini in corso. In particolare, è stato richiesto il ritiro della carcassa di un gatto, chiamato “Lillo” per non farlo morire senza un nome, ritrovato in un sacchetto tra i rifiuti. Nonostante le segnalazioni, il corpo del povero animale è stato risistemato a bordo strada, ignorato per quasi un mese.

La presidentessa di UTI, Ylenia Verduzzo, ha sottolineato come le azioni di maltrattamento e uccisione degli animali siano reati penali, richiamando leggi come la 189/2004 e la 82/2025, oltre al Regolamento di tutela animale dello stesso Comune di Cosenza. L’associazione chiede la convocazione urgente di un tavolo tecnico per trovare una soluzione di tutela per i gatti rimasti.

Floriana Lupis, vicepresidente di AVI, ha espresso la sua rabbia per la “tragica situazione” e l’indifferenza dimostrata. “L’abbandono di queste creature vulnerabili non è solo un fallimento morale, ma un crimine contro la loro dignità,” ha dichiarato. Entrambe le associazioni si sono dette pronte a non fare “un passo indietro” e a combattere per la giustizia, finché non saranno garantiti un rifugio sicuro, cibo e cure veterinarie per i gatti.

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