Emergono particolari sempre più drammatici sulla morte dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati all’interno di un’auto nell’area di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106, ad Amendolara. Si tratta di elementi investigativi ancora in attesa di riscontri ufficiali, ma che provengono da fonti ritenute attendibili e stanno orientando le attività degli inquirenti. In queste ore, intanto, pare che gli investigatori abbiano effettuato due fermi a Villapiana. Ma è una notizia tutta da confermare. Importante si è rivelato il ruolo delle immagini di videosorveglianza.
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A quel punto sarebbe divampato il rogo. Una scena descritta come agghiacciante. Uno dei cinque uomini rimasti nell’abitacolo sarebbe riuscito a uscire dal veicolo già avvolto dalle fiamme, allontanandosi gravemente ustionato. Di lui, però, non vi sarebbe ancora alcuna traccia. Le ricerche proseguono e l’eventuale ritrovamento potrebbe rappresentare una svolta decisiva per l’inchiesta.
Si tratta, al momento, di una ricostruzione investigativa che necessita di ulteriori verifiche e conferme, ma che viene considerata particolarmente attendibile negli ambienti investigativi.
Nel frattempo le quattro salme sono state trasferite all’obitorio del presidio ospedaliero spoke di Corigliano Rossano. Prima ancora dell’esame autoptico, i corpi dovranno essere sottoposti a nuovi accertamenti da parte della Polizia Scientifica. Le condizioni dei resti rendono estremamente complessa l’identificazione delle vittime. In alcuni casi sarebbero riconoscibili soltanto porzioni limitate dei corpi.
Resta confermata l’origine pakistana delle vittime, tutte impiegate come braccianti agricoli nel comprensorio dell’Alto Ionio cosentino. Gli investigatori stanno lavorando senza sosta per ricostruire i movimenti del gruppo e verificare ogni dettaglio di una vicenda che, ora dopo ora, assume contorni sempre più inquietanti.





