I servizi di pulizia e sanificazione nelle strutture sanitarie della provincia di Cosenza possono proseguire con l’affidamento attuale. Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta cautelare dell’Azienda sanitaria provinciale, sospendendo gli effetti della sentenza con cui il Tar della Calabria aveva annullato l’aggiudicazione di un appalto da circa 40 milioni di euro.
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La controversia nasce dal ricorso di un’impresa concorrente. In primo grado, i giudici amministrativi di Catanzaro avevano accolto le contestazioni, cancellando l’affidamento e disponendo una nuova valutazione delle offerte. Per questo passaggio era stato indicato il termine del 30 settembre.
L’Asp di Cosenza ha chiesto di sospendere l’esecutività della pronuncia. A sostegno dell’istanza sono stati prospettati errori nella valutazione delle procedure di gara e conseguenze rilevanti derivanti dall’interruzione immediata dell’appalto.
Al centro delle argomentazioni figura la continuità delle attività di igiene e sanificazione negli ospedali della provincia. Il blocco dell’affidamento, secondo le ragioni presentate, avrebbe potuto compromettere un servizio essenziale e provocare danni economici e organizzativi alla sanità pubblica locale.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto sussistenti i presupposti per concedere la tutela cautelare, considerando sia le ragioni dell’impugnazione sia il rischio di un danno grave e imminente durante l’attesa della decisione di merito.
Per il consorzio aggiudicatario si tratta dunque di un esito favorevole, che permette la prosecuzione del rapporto contrattuale con l’Asp cosentina. La decisione, tuttavia, riguarda la fase cautelare e non chiude definitivamente la controversia: la legittimità dell’aggiudicazione resta al centro del giudizio.






