CATANZARO – “È folle l’ipotesi di assecondare il declino delle aree interne”. Lo dichiara con fermezza Rosellina Madeo, presidente del Consiglio Comunale Co.Ro., che lancia un duro monito contro le recenti strategie governative per i borghi italiani. Secondo Madeo, il Piano di Sviluppo Nazionale delle Aree Interne sembrerebbe sancire “la morte di buona parte del nostro entroterra”, accompagnando lentamente molti borghi verso un declino inesorabile.
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Madeo evidenzia come questa visione porti l’Italia a “perdere pezzi”, borghi che un tempo erano attivi e prolifici e che oggi rappresentano la storia e le radici del Paese. “Realtà che hanno bisogno di politiche mirate e di fondi per valorizzare ciò che hanno di tipico, le loro specialità e le loro arti”, sostiene. Al contrario, il Piano nazionale sviluppo aree interne sembrerebbe orientare i fondi a garantire un percorso di “cronicizzato declino e invecchiamento”, rendendo le località “socialmente dignitose per chi ancora vi abita”, ma in sostanza “conducendo alla morte indorando la pillola”.
Per Rosellina Madeo, la strada da percorrere è un’altra: “Occorre sostenere le economie locali resilienti, il turismo lento e le rinnovabili. Investire su istruzione e infrastrutture affinché i giovani scelgano di restare senza il rischio di sentirsi isolati.” La presidente del Consiglio Comunale Co.Ro. ammonisce che “scegliere deliberatamente di abbandonare a loro stesse le aree interne significa dividere ulteriormente il territorio tra la zona costiera e le grandi città, fagocitando e rinunciando a tutto ciò che c’è nel mezzo.” A riprova di questa tendenza, Madeo cita un incontro in cui, per alzata di mano, “oltre il 90% dei ragazzi ha dichiarato di voler lasciare questa terra”.






