CROTONE – Accertamenti in corso sulla gestione dell’assistenza domiciliare integrata. La Guardia di finanza ha avviato una serie di verifiche, su delega della Procura, acquisendo documenti presso l’Azienda sanitaria provinciale e nelle strutture private accreditate del territorio.
L’attività investigativa riguarda in particolare l’organizzazione del servizio e l’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al settore socio-sanitario. Nel triennio 2022-2024, infatti, risultano assegnati oltre 35 milioni di euro per le prestazioni erogate a domicilio, con un incremento rispetto agli anni precedenti.
Gli inquirenti puntano a chiarire la correttezza delle procedure adottate, la congruità dei rimborsi e la legittimità delle spese sostenute. Tra gli aspetti al centro delle verifiche anche l’impiego dei fondi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati al potenziamento dell’assistenza territoriale.
L’assistenza domiciliare integrata rappresenta un servizio rivolto a pazienti fragili o non autosufficienti, con interventi sanitari e socio-assistenziali direttamente nelle abitazioni. Proprio per la sua rilevanza, il sistema è ora oggetto di un controllo approfondito per verificare eventuali anomalie nella gestione.
La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da contenziosi amministrativi. Nei mesi scorsi, infatti, erano stati presentati ricorsi da parte di utenti in merito a prestazioni e classificazioni dei servizi ricevuti.
Dalle prime indicazioni, le verifiche non riguarderebbero i casi clinici più delicati, ma si concentrano su eventuali irregolarità nei percorsi amministrativi e nella rendicontazione delle attività.
Le strutture coinvolte hanno fornito la documentazione richiesta, collaborando con gli investigatori. Gli accertamenti proseguono per ricostruire in modo completo il quadro della gestione del servizio sul territorio.
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