Autotrasportatori, la protesta continua in Calabria: nessun accordo con il Governo, camion ancora fermi

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La protesta degli autotrasportatori continua a paralizzare parte dei collegamenti e delle attività di distribuzione nel Mezzogiorno. Mentre in Sicilia si apre uno spiraglio per la ripresa dei trasporti, in Calabria la mobilitazione prosegue e i camion restano fermi. Nessuna intesa con il Governo, almeno per il momento, e una nuova scadenza fissata al 27 ottobre, quando è previsto un ulteriore confronto istituzionale.

L’incontro che si è svolto nella Prefettura di Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi non ha prodotto i risultati attesi dai rappresentanti della categoria. Gli autotrasportatori lamentano soprattutto la mancanza di nuovi impegni economici e di garanzie sui tempi degli interventi.

A spiegare le ragioni della prosecuzione del fermo è Mario Pansini, rappresentante di Fedralog, che ha evidenziato come le risorse richiamate dal Governo siano sostanzialmente quelle già previste in precedenza.

«Non sono emersi nuovi impegni da parte del Governo», è il punto centrale della posizione espressa dagli autotrasportatori, che chiedono risposte immediate a una crisi ormai difficile da sostenere.

La Sicilia si smarca, Calabria e altre regioni proseguono

La decisione della Sicilia di avviare lo sblocco della protesta ha creato una situazione differente tra le regioni meridionali. In Calabria, Puglia, Basilicata e Molise, invece, la linea resta quella di mantenere il fermo almeno fino al prossimo appuntamento con il Governo.

Una scelta che i rappresentanti della mobilitazione collegano alla necessità di ottenere provvedimenti concreti, non soltanto rassicurazioni.

Il settore denuncia da tempo l’aumento dei costi di gestione, le difficoltà legate al carburante e una condizione economica che mette sotto pressione soprattutto le imprese più piccole.

La prosecuzione della protesta, tuttavia, sta producendo conseguenze sempre più evidenti anche per cittadini e attività commerciali.

Distributori senza carburante e scaffali che si svuotano

Gli effetti del blocco iniziano a farsi sentire nella vita quotidiana. In diverse aree della Calabria vengono segnalate difficoltà nell’approvvigionamento di carburante, con distributori rimasti temporaneamente senza benzina o gasolio.

Nel Cosentino, dopo le segnalazioni di impianti a secco, sono intervenuti dispositivi di scorta per consentire il rifornimento di alcune stazioni di servizio. Una misura necessaria per contenere i disagi, ma insufficiente a risolvere le criticità di una rete logistica ancora fortemente rallentata.

Anche la grande distribuzione comincia a risentire della protesta. In alcuni supermercati si registrano scaffali vuoti, soprattutto nei reparti dei prodotti freschi, della frutta, della verdura e del pesce.

Le difficoltà riguardano anche le attività di ristorazione, che dipendono dalle consegne quotidiane per garantire la disponibilità delle materie prime.

Il problema non è soltanto la mancanza di alcuni prodotti, ma l’incertezza sui tempi di ripristino delle forniture. Per le attività commerciali, soprattutto quelle di piccole dimensioni, ogni giornata senza consegne può tradursi in perdite economiche e ulteriori difficoltà organizzative.

Occhiuto incontra i manifestanti durante la notte

Nel pieno della mobilitazione è arrivato anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nella notte ha raggiunto i manifestanti nell’area di Falerna.

Il governatore si è fermato ad ascoltare le ragioni degli autotrasportatori e degli agricoltori riuniti nei pressi dello svincolo autostradale dell’A2 e lungo la Statale, nelle vicinanze dell’aeroporto di Lamezia Terme.

Un incontro durante il quale Occhiuto ha riconosciuto il peso delle difficoltà affrontate dagli operatori del settore e la necessità di un intervento da parte delle istituzioni nazionali ed europee.

Il presidente ha inoltre sottolineato la differenza tra una protesta condotta pacificamente e gli episodi di violenza registrati in altre manifestazioni, richiamando il diritto dei lavoratori a esprimere il proprio disagio.

«Farò quello che posso fare», ha assicurato Occhiuto ai presenti, manifestando la disponibilità a rappresentare le loro istanze nelle sedi istituzionali.

Il 27 ottobre nuovo confronto, ma cresce la preoccupazione

La prossima data decisiva è quella del 27 ottobre. Fino ad allora, salvo sviluppi, gli autotrasportatori calabresi intendono proseguire la mobilitazione.

Il rischio è che il protrarsi del fermo renda ancora più complicata la distribuzione delle merci, con ripercussioni sulle imprese, sui supermercati e sui servizi essenziali.

La protesta nasce dalle difficoltà di un comparto strategico per l’economia meridionale, ma le conseguenze stanno ormai coinvolgendo una platea molto più ampia di cittadini e operatori economici.

Da una parte ci sono gli autotrasportatori che chiedono condizioni sostenibili per continuare a lavorare, dall’altra commercianti e famiglie che iniziano a fare i conti con i disagi. In mezzo, un confronto con il Governo che non ha ancora prodotto una soluzione condivisa.

La Calabria resta dunque in attesa di risposte. E ogni giorno di blocco rischia di aggravare una situazione già particolarmente delicata.

 
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