ROMA – Si ferma al Senato il tentativo di prorogare le concessioni balneari nelle aree danneggiate dal maltempo. La Commissione Bilancio ha respinto l’emendamento per mancanza di copertura finanziaria, bloccando di fatto la proposta avanzata da alcuni senatori della Lega.
Il provvedimento mirava a estendere le concessioni in territori come Calabria, Sicilia e Sardegna, duramente colpiti da eventi atmosferici recenti. Tuttavia, il parere negativo dei tecnici del Ministero dell’Economia ha pesato in modo decisivo, evidenziando costi non sostenibili per le casse pubbliche.
Dal fronte politico arrivano critiche. Il Partito democratico parla di intervento inefficace, accusando la proposta di non affrontare in modo concreto i problemi del comparto. «Servono soluzioni strutturali e non interventi temporanei», ha dichiarato Marco Simiani, capogruppo in Commissione Ambiente.
Dura anche la posizione delle associazioni di categoria. Il Sib Confcommercio definisce la decisione «incomprensibile», sottolineando come le imprese balneari delle zone colpite siano già in difficoltà. Il presidente Antonio Capacchione segnala il rischio di ulteriori perdite economiche per un settore già segnato da calamità naturali.
Sul piano normativo resta aperta la questione legata alle direttive europee, che da tempo richiedono una revisione del sistema delle concessioni demaniali. Il dibattito politico continua a dividere, senza una soluzione condivisa.
Intanto, nei territori interessati, i danni restano evidenti: strutture distrutte, stabilimenti compromessi e attività ferme. Gli operatori chiedono interventi rapidi per evitare nuove chiusure e salvaguardare l’economia locale legata al turismo.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |






