Bollo auto, scontro politico sul revirement del Governo. M5S: «Ora chi è Cetto La Qualunque?»

La decisione del governo di annunciare la sospensione per l’anno 2027 del bollo auto per milioni di automobilisti e motociclisti apre un fronte rovente sul piano politico. A guidare la controffensiva è il Movimento 5 Stelle, che punta il dito contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di incoerenza e di aver copiato una misura precedentemente denigrata e bollata come populista.

L’affondo di Pasquale Tridico
A ricordare i precedenti è Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo, richiamando la proposta avanzata durante la sua campagna per la presidenza della Regione Calabria:
«Quando avevo proposto l’abolizione del bollo per le auto di media cilindrata, Giorgia Meloni mi aveva denigrato definendomi Cetto La Qualunque. Mi chiedo dunque se la premier continui a pensarla alla stessa maniera e se con coerenza definisca la sua proposta una mossa da Cetto La Qualunque».

Tridico evidenzia inoltre la distanza concettuale tra i due interventi:

La visione strutturale: L’idea originaria del M5S era stata concepita per sostenere il ceto medio con una prospettiva di lungo respiro.

La logica elettorale: La misura annunciata dall’esecutivo arriva invece a fine legislatura, valevole per un solo anno, come mossa per tentare di coprire la pressione fiscale record e i disservizi nei settori chiave della sanità, dei trasporti e della scuola.

La denuncia di Vittoria Baldino e il caso Calabria
Sulla stessa linea d’onda la vicepresidente del M5S alla Camera, Vittoria Baldino, che rincara la dose riprendendo le dichiarazioni rilasciate nel dicembre 2025:
«“L’esenzione dal bollo auto in Calabria? Roba che Cetto La Qualunque in confronto era Ottone di Bismarck”, diceva Meloni. Oggi la stessa premier annuncia la sospensione della tassa e si vanta del provvedimento. Presidente Meloni, allora ci dica: chi è Cetto La Qualunque adesso?».

Nel mirino del Movimento 5 Stelle finisce anche il governatore Roberto Occhiuto, accusato di aver inizialmente contestato la proposta in sede locale per poi riproporla a breve distanza di tempo. Per i parlamentari pentastellati si tratta dell’ennesima dimostrazione di come, nel centrodestra, le idee perdano la qualifica di “populismo” non appena smettono di portare la firma del M5S.

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