Calabria in fiamme: emergenza incendi, polemica politica tra M5s e Regione Calabria

Calabria. Le alte temperature registrate negli ultimi giorni stanno mettendo a dura prova uomini e mezzi impegnati sul fronte degli incendi boschivi. Le condizioni climatiche sfavorevoli, con il forte vento, hanno favorito il propagarsi delle fiamme in diverse aree della regione, con particolare criticità nell’Alto Tirreno cosentino e nel Vibonese.

Secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco, il mese di luglio ha segnato un aumento significativo degli interventi, pari al 67% in più rispetto a luglio 2024. Un dato allarmante che, pur non corrispondendo a una maggiore superficie bruciata, indica una proliferazione preoccupante dei focolai.

«Le condizioni climatiche non causano gli incendi, ma ne accelerano la diffusione – spiegano i tecnici – ed è per questo che servono comportamenti prudenti da parte della popolazione». Tuttavia, mentre il territorio brucia, la politica regionale si infiamma su un altro fronte: quello delle responsabilità e della gestione dell’emergenza.

Scontro politico: Tavernise (M5S) contro l’assessore Calabrese

In risposta a una nota dell’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Calabrese, che ha parlato di “procurato allarme” da parte del Movimento 5 Stelle, è arrivata la dura replica del capogruppo M5S in Consiglio regionale, Davide Tavernise. «Altro che propaganda – ha affermato – la nostra è una denuncia fondata su dati ufficiali e immagini drammatiche. La Calabria sta bruciando, e chi lo nega sta insultando l’intelligenza dei cittadini».

Tavernise punta il dito contro quella che definisce “l’arroganza istituzionale” di chi, secondo lui, preferisce minimizzare la portata del problema anziché affrontarlo. «L’assessore arriva a dire che la Calabria non brucia, mentre i dati parlano chiaro: +67% di interventi, rinforzi richiesti da Lazio e Toscana, emergenza riconosciuta sul campo da chi ci lavora ogni giorno».

Accuse sulla prevenzione e sulla repressione

Il capogruppo pentastellato incalza anche sul fronte della prevenzione e del controllo del territorio. «Nel 2025 non è stato arrestato neanche un piromane. Nessun colpevole. Nessun risultato. Questo dato, drammatico, alimenta il senso di impunità e il ripetersi degli incendi».

Critiche anche sull’uso della tecnologia: «Ci dicono che ci sono 25 droni operativi. Ma dove sono? Dove hanno volato? Quali incendi sono stati evitati grazie al loro impiego? Nessuna risposta, solo proclami, mentre vigili del fuoco, forestali e volontari sono costretti a operare con mezzi limitati e in condizioni estreme».

Il richiamo alla trasparenza e alla responsabilità

Tavernise conclude sottolineando la necessità di un cambio di rotta: «Invece di insultare chi denuncia, chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe dare risposte concrete. Serve rispetto per i cittadini, non slogan. Serve trasparenza, prevenzione, repressione e investimenti veri. Non accuse e autocelebrazioni».

Nel frattempo, mentre le polemiche infuriano nei palazzi della politica, il fronte degli incendi resta aperto e la Calabria continua a combattere con il fuoco, tra fumo, fiamme e silenzi.

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