Le autobotti tornano a muoversi, ma la distribuzione di carburanti e alimenti in Calabria resta sotto pressione. La rimozione del presidio davanti alla raffineria Eni di Taranto favorisce la ripresa dei rifornimenti, mentre sulle strade calabresi prosegue la mobilitazione degli autotrasportatori, affiancata dalle proteste degli agricoltori. Due vertenze che si incrociano e producono conseguenze sulla stessa rete di approvvigionamento, senza coincidere del tutto per organizzatori e rivendicazioni.
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Anche nei supermercati la situazione varia da punto vendita a punto vendita. Alcune insegne hanno anticipato gli approvvigionamenti, altre segnalano possibili difficoltà soprattutto per frutta e verdura. Le testimonianze raccolte non descrivono un esaurimento generalizzato delle merci: il problema riguarda principalmente la continuità delle consegne e la disponibilità dei prodotti freschi, che possono deteriorarsi durante le attese.
Confagricoltura segnala inoltre difficoltà a spedire le produzioni fuori regione. Il danno, dunque, può colpire contemporaneamente chi aspetta la merce e chi non riesce a venderla. Federdistribuzione richiama le conseguenze sulle attività economiche, mentre la Filcams Cgil Calabria chiede un tavolo regionale su lavoro ed emergenza salariale.
La protesta è stata partecipata? Le presenze sono documentate, la percentuale di adesione resta da accertare. Le cronache del 16 ottobre riferiscono di circa quindici presidi distribuiti fra gli snodi portuali, l’area aeroportuale di Lamezia Terme e gli svincoli autostradali. In diversi punti i camion sono stati sistemati ai margini delle carreggiate, provocando restringimenti e rallentamenti: una modalità che va distinta dal blocco completo della circolazione.
La valutazione più solida è quindi quella di una mobilitazione diffusa e capace di incidere sulla logistica. Per definirla maggioritaria nell’intero comparto servirebbero invece dati sul numero delle imprese e dei mezzi effettivamente fermi, rapportati al totale regionale. I disagi, da soli, non misurano la partecipazione: presidiare pochi passaggi strategici può avere effetti molto estesi.
Il nodo principale è lo stanziamento regionale da quindici milioni di euro: dieci destinati all’autotrasporto e cinque alle aziende agricole. Coldiretti rivendica il confronto con la Giunta, mentre Anpa-LiberiAgricoltori contesta il mancato coinvolgimento di tutte le organizzazioni. La divisione riguarda quindi anche la rappresentanza delle categorie e il riconoscimento del lavoro svolto nella trattativa.
Anche il Governo interviene con accenti diversi: Matteo Salvini lavora all’anticipo del confronto con gli autotrasportatori, mentre Francesco Lollobrigida distingue il diritto di manifestare dalle condotte che impediscono la distribuzione delle merci. Sono risposte politiche alla vertenza, da valutare nei risultati concreti.
Fedralog mantiene intanto la scadenza del 20 ottobre e prospetta di portare i Tir a Roma in assenza di risposte. Il coordinatore Mario Pansini segnala anche l’esclusione della federazione dal tavolo inizialmente convocato con Unatras, alla quale non aderisce.






