ROMA – La gestione amministrativa e contabile del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) di Catanzaro finisce nel mirino della politica nazionale. La deputata del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, ha annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per fare luce su una vicenda che sta scuotendo il foro del capoluogo calabrese. Al centro dell’atto ispettivo vi sono le presunte criticità emerse nelle ultime settimane, che hanno già attirato l’attenzione della magistratura e che, secondo la parlamentare, necessitano di un intervento immediato e risolutivo da parte delle autorità competenti.
Secondo quanto dichiarato nella nota diffusa dalla Baldino, la situazione non può essere confinata a una semplice dinamica interna alla categoria professionale. “Il Consiglio dell’Ordine svolge una funzione pubblica di rilievo costituzionale”, ha sottolineato la deputata, ribadendo come l’ente debba essere il primo garante della legalità e del buon andamento, anche e soprattutto sotto il profilo finanziario. Le ricostruzioni contrastanti apparse sugli organi di stampa in merito ai bilanci e alla tenuta amministrativa hanno spinto il M5S a chiedere un accertamento che sia “chiaro, trasparente e istituzionale”.
L’interrogazione mira a sollecitare il Governo affinché investa formalmente il Consiglio Nazionale Forense (CNF). In quanto organo di vigilanza, il CNF dovrebbe, secondo la Baldino, avviare una verifica straordinaria sul funzionamento del COA di Catanzaro. L’obiettivo è ambizioso e drastico: valutare se esistano gli estremi per un commissariamento dell’ente. Questa misura, pur essendo estrema, viene descritta dalla parlamentare non come una sanzione punitiva o un giudizio anticipato di colpevolezza, bensì come uno strumento di garanzia previsto dall’ordinamento per ristabilire la regolarità amministrativa e la fiducia degli iscritti.
“In una fase così delicata, l’unica strada possibile è quella della chiarezza”, conclude la nota. La richiesta di commissariamento punta dunque a tutelare l’immagine delle istituzioni ordinistiche e, parallelamente, a salvaguardare gli interessi di tutti quegli avvocati che operano quotidianamente nel rispetto delle regole. Ora la palla passa al Ministero della Giustizia, che dovrà decidere se e come intervenire per districare il nodo catanzarese, in un clima di crescente tensione tra i professionisti del diritto calabresi.
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