Benzina e gasolio raggiungono nuovi picchi sulla rete nazionale. Il prezzo medio in modalità self service sale a 2,039 euro al litro per la benzina e a 2,147 euro per il diesel, mentre l’esecutivo cerca le risorse necessarie per contenere gli aumenti.
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Le differenze territoriali restano marcate. La Sicilia registra il prezzo più elevato per il gasolio, con 2,198 euro al litro, seguita dall’Alto Adige a 2,195 euro e dalla Calabria a 2,172 euro. Per la benzina, Bolzano guida la classifica con 2,077 euro al litro, davanti alla Calabria con 2,064 euro e alla Sicilia con 2,052 euro.
L’Unione nazionale consumatori calcola che, nell’arco di due giorni, un pieno da 50 litri sia diventato più caro di 85 centesimi sia per la benzina sia per il diesel. Il Codacons segnala che, senza lo sconto fiscale di 17 centesimi applicato al gasolio, il prezzo del diesel raggiungerebbe circa 2,30 euro sulla rete ordinaria e quasi 2,40 euro in autostrada.
La riduzione delle imposte sul gasolio è vicina alla scadenza. Il governo valuta una breve proroga di quattro o cinque giorni, da finanziare attraverso il maggiore gettito prodotto dall’aumento dei prezzi dei carburanti. La misura servirebbe a coprire il periodo precedente a un nuovo Consiglio dei ministri.
L’ipotesi successiva è sostituire lo sconto generalizzato con interventi destinati alle categorie maggiormente colpite. Tra i possibili beneficiari figurano le famiglie con redditi più bassi e gli autotrasportatori. Il ministero dell’Economia sta esaminando strumenti come tessere carburante e contributi specifici, insieme alle relative coperture finanziarie.






