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	<title>Notizie Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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	<description>News, Editoria e Servizi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Aug 2026 15:36:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ASP Cosenza, assistenza ai pazienti fragili garantita: nessuna interruzione dei servizi </title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/asp-cosenza-assistenza-ai-pazienti-fragili-garantita-nessuna-interruzione-dei-servizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 15:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[asp cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti fragili]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/10/ASP-DI-COSENZA-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Cosenza, 13 agosto 2026 &#8211; L’ASP di Cosenza interviene in merito alla Delibera n. 1074 del 28 luglio 2026 per fornire chiarimenti sulla riorganizzazione dell’assistenza e rassicurare le famiglie e i caregiver dei pazienti fragili attualmente presi in carico. A fronte delle istanze ricevute e delle preoccupazioni manifestate, l’Azienda precisa innanzitutto un punto: non vi è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/10/ASP-DI-COSENZA-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p class="s24"><span class="s20">Cosenza,</span> <span class="s20">13 agosto</span><span class="s20"> 2026 </span><span class="s20">&#8211; </span><span class="s22">L’ASP di Cosenza interviene in merito alla Delibera n. 1074 del 28 luglio 2026 per fornire chiarimenti sulla riorganizzazione dell’assistenza e rassicurare le famiglie e i caregiver dei pazienti fragili attualmente presi in carico. A fronte delle istanze ricevute e delle preoccupazioni manifestate, l’Azienda precisa innanzitutto un punto:</span><span class="s22"> </span><span class="s23">non vi è stata alcuna sospensione della continuità assistenziale</span><span class="s22">. Le prestazioni rivolte ai pazienti fragili continuano a essere regolarmente assicurate dagli operatori economici incaricati a seguito di </span><span class="s22">precedente </span><a name="_GoBack"></a><span class="s22">gara, senza interruzioni e nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza.</span> <span class="s23">Non trova pertanto riscontro nell’attività assistenziale in corso l’ipotesi di un’interruzione dei servizi: l’ASP ha mantenuto la presa in carico dei pazienti e la continuità delle prestazioni.</span></p>
<p class="s24"><span class="s25"> </span></p>
<p class="s24"><span class="s23">La riorganizzazione e il quadro normativo</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">La Delibera n. 1074 si inserisce nel percorso programmato e progressivo attraverso il quale l’ASP sta procedendo alla riorganizzazione dell’assistenza, riconducendola nell’ambito delle disposizioni previste dalla normativa regionale vigente.</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">Il riferimento è, in particolare, alla</span><span class="s26"> </span><span class="s23">Legge regionale n. 24/2008 e successive modifiche e integrazioni e al DCA n. 81/2016 e successive modifiche e integrazioni</span><span class="s26">, che costituiscono parte del quadro di programmazione del fabbisogno assistenziale regionale.</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">È nell’ambito del fabbisogno individuato dalla programmazione sanitaria che si collocano l’accreditamento e la possibilità di contrattualizzare gli operatori chiamati a erogare le prestazioni per conto del Servizio sanitario. In questo sistema di regole si inserisce il percorso di riorganizzazione avviato dall’ASP con la Delibera n. 1074.</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">Un percorso che, sottolinea l’Azienda, viene attuato in maniera programmata e progressiva proprio per coniugare il rispetto della disciplina vigente con la tutela dei pazienti già assistiti.</span></p>
<p class="s24"><span class="s23">Libera scelta degli operatori e continuità delle cure</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">Nell’ambito della riorganizzazione sarà assicurato un altro principio centrale:</span><span class="s26"> </span><span class="s23">la libera scelta, da parte dei pazienti, tra gli operatori accreditati e contrattualizzati</span><span class="s26">.</span> <span class="s26">L’ASP precisa che saranno garantiti i livelli di assistenza già in essere, salvaguardando la continuità delle cure e ponendo al centro la tutela delle persone fragili. La libera scelta dell’operatore e la salvaguardia dell’assistenza costituiscono, dunque, elementi del percorso delineato dall’Azienda e richiamato nella stessa Delibera n. 1074/2026.</span></p>
<p class="s24"><span class="s23">Una Consulta con caregiver, famiglie e operatori</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">Sul versante del confronto e della partecipazione, l’ASP ha inoltre già avviato la procedura per l’istituzione di una</span><span class="s26"> </span><span class="s23">Consulta composta da rappresentanti dei caregiver, delle famiglie e degli operatori accreditati</span><span class="s26">.</span> <span class="s26">Sono previsti incontri programmati con l’obiettivo di creare un confronto strutturato tra l’Azienda e i soggetti coinvolti nell’assistenza, garantendo partecipazione, trasparenza e ascolto attivo.</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">La Consulta consentirà quindi di dare continuità all’interlocuzione con caregiver, famiglie e operatori nell’ambito del processo di riorganizzazione e di affrontare le esigenze che emergeranno durante la sua attuazione.</span></p>
<p class="s27"><span class="s26">L’ASP di Cosenza ribadisce infine il proprio impegno a garantire</span><span class="s26"> </span><span class="s23">continuità, qualità e sicurezza dell’assistenza</span><span class="s26">, nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza e con la tutela dei pazienti fragili quale interesse prioritario dell’azione aziendale.</span></p>
<p class="s24"><span class="s19"> </span></p>
<p class="s28"><span class="s19">ASP DI COSENZA – UFFICIO STAMPA</span></p>
<p class="s28"><span class="s19"> </span></p>
<p class="s9"><span class="s19">Ufficio Comunicazione – Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza</span></p>
<p class="s9"><span class="s19">Email: </span><a href="mailto:ufficiostampa@aspcs.it"><span class="s29">ufficiostampa@aspcs.it</span></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corigliano-Rossano, battaglia vinta sulle foreste storiche ma scoppia il caso dei &#8220;Comuni Montani&#8221;: l&#8217;affondo del sindaco Stasi</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/corigliano-rossano-battaglia-vinta-sulle-foreste-storiche-ma-scoppia-il-caso-dei-comuni-montani-laffondo-del-sindaco-stasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 11:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[comuni montani]]></category>
		<category><![CDATA[Corigliano-Rossano]]></category>
		<category><![CDATA[cozzo del pesco⁠]]></category>
		<category><![CDATA[dpcm 121 2026]]></category>
		<category><![CDATA[flavio stasi]]></category>
		<category><![CDATA[foreste comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Giunta regionale calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_3928-1-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Il primo cittadino ripercorre l&#8217;accordo transattivo con la Regione per la restituzione di 1.400 ettari di boschi occupati dal 1957, annunciando un grande piano di valorizzazione. Duro j&#8217;accuse contro i nuovi criteri nazionali che escludono la città. Una vertenza storica che si avvia alla conclusione positiva, contrapposta però a un nuovo e pesante colpo istituzionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_3928-1-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Il primo cittadino ripercorre l&#8217;accordo transattivo con la Regione per la restituzione di 1.400 ettari di boschi occupati dal 1957, annunciando un grande piano di valorizzazione. Duro j&#8217;accuse contro i nuovi criteri nazionali che escludono la città.<br />
Una vertenza storica che si avvia alla conclusione positiva, contrapposta però a un nuovo e pesante colpo istituzionale arrivato da Roma. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, affida ai social il bilancio di un traguardo epocale per il patrimonio boschivo cittadino, cogliendo l&#8217;occasione per denunciare quella che definisce una vera e propria penalizzazione per il territorio meridionale.<br />
La restituzione dei boschi e il contenzioso iniziato nel 1957<br />
Il primo traguardo riguarda la restituzione di circa 1.400 ettari di foreste montane comunali, un obiettivo raggiunto grazie alla causa legale avviata nel 2022 contro la Regione Calabria. Una vicenda paradossale, sottolinea il sindaco, dato che l&#8217;occupazione di quei terreni era iniziata addirittura nel 1957.<br />
Vista l&#8217;azione legale e la richiesta di risarcimento, il 19 luglio 2022 la Regione ha sottoscritto un accordo transattivo, avviando la consegna delle foreste. L&#8217;iter sta per completarsi: tra poche settimane, una volta terminati i lavori di risanamento dei &#8220;Giganti del Cozzo del Pesco&#8221; imposti nell&#8217;accordo, si passerà alla fase strategica successiva, ovvero la valorizzazione del patrimonio boschivo. Il nuovo Piano interesserà quasi 3.000 ettari di proprietà dell&#8217;Ente Comunale — a cui si aggiungono i terreni privati, di altri enti e quelli ricadenti nel Parco Nazionale — con l&#8217;obiettivo di mettere in sicurezza la montagna, valorizzare l&#8217;ambiente e generare nuova economia e occupazione.<br />
La stangata del DPCM sui &#8220;Comuni Montani&#8221;<br />
A fare da contraltare a questo percorso virtuoso interviene tuttavia la recente rimodulazione dei parametri nazionali. Nel mirino del sindaco c’è il DPCM 121 dell&#8217;11 maggio 2026, che ha ridefinito i criteri per l&#8217;attribuzione della qualifica di &#8220;Comune Montano&#8221;.<br />
Stasi bolla il provvedimento come l&#8217;ennesima «schiforma» concepita per fare cassa, considerando che i comuni montani beneficiano di sgravi essenziali per l&#8217;economia locale. Per effetto di questi nuovi criteri, Corigliano-Rossano — forte di circa ottomila ettari di foreste montane — si ritrova privata della qualifica di &#8220;Comune Montano&#8221;, sorte condivisa da altri 26 comuni in Calabria, 28 in Puglia e ben 102 in Sardegna. Una scure che non colpisce invece altre realtà del Nord, collocate geograficamente in contesti collinari o con &#8220;il giardino della chiesa in montagna&#8221;, e che si consuma, denuncia il primo cittadino, nel «totale silenzio della Giunta Regionale e delle rappresentanze calabresi».</p>
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		<item>
		<title>Editoriale &#124; Concorrenza sleale tra pubblico e privato: quando gli eventi finanziati danneggiano la movida</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/editoriale-concorrenza-sleale-tra-pubblico-e-privato-quando-gli-eventi-finanziati-danneggiano-la-movida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza sleale]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/08/editoriale-matteo-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L’editoriale di Matteo Lauria &#8211; Il pubblico paga gli artisti, il privato rischia l&#8217;impresa. Ma entrambi competono per lo stesso pubblico &#8211; C&#8217;è una domanda che da troppo tempo nessuno sembra voler porre con sufficiente chiarezza: è corretto che un ente pubblico, utilizzando contributi regionali e quindi risorse della collettività, possa competere direttamente con le imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/editoriale-concorrenza-sleale-tra-pubblico-e-privato-quando-gli-eventi-finanziati-danneggiano-la-movida/">Editoriale | Concorrenza sleale tra pubblico e privato: quando gli eventi finanziati danneggiano la movida</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/08/editoriale-matteo-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p><strong>L’editoriale di Matteo Lauria &#8211; Il pubblico paga gli artisti, il privato rischia l&#8217;impresa. Ma entrambi competono per lo stesso pubblico &#8211; </strong>C&#8217;è una domanda che da troppo tempo nessuno sembra voler porre con sufficiente chiarezza: <strong>è corretto che un ente pubblico, utilizzando contributi regionali e quindi risorse della collettività, possa competere direttamente con le imprese private dell&#8217;intrattenimento?</strong> Da oltre vent&#8217;anni la Regione Calabria finanzia i Comuni per l&#8217;organizzazione di eventi, spettacoli e concerti. Una politica nata con finalità condivisibili — promozione culturale, turismo, valorizzazione dei territori — che tuttavia ha prodotto nel tempo anche una conseguenza che merita di essere affrontata: <strong>una situazione di forte squilibrio concorrenziale tra pubblico e privato</strong>. Il meccanismo è semplice.</p>
<p>Un Comune può ricevere risorse pubbliche, ingaggiare un cantautore o un artista di grande richiamo, pagarne il cachet e offrire gratuitamente il concerto alla cittadinanza. Una discoteca, un locale o un promoter privato che vuole organizzare un evento con quello stesso artista deve invece sostenere con risorse proprie il cachet, il personale, la sicurezza, gli allestimenti, la promozione, gli adempimenti e il rischio imprenditoriale. E naturalmente deve vendere un biglietto.</p>
<p><strong>Da una parte lo spettacolo è gratuito perché finanziato con denaro pubblico. Dall&#8217;altra lo stesso spettacolo deve essere venduto perché organizzato da un&#8217;impresa.</strong> È questa una competizione ad armi pari? E soprattutto: <strong>come può un imprenditore competere con chi può permettersi di offrire gratuitamente ciò che lui, per sopravvivere, è obbligato a vendere?</strong></p>
<p>Il problema non sono i concerti nelle piazze e neppure il diritto dei cittadini a usufruire di iniziative culturali. Il problema nasce quando il finanziamento pubblico, invece di integrare l&#8217;offerta privata e creare nuove opportunità per il territorio, finisce per <strong>sostituirsi al mercato e sottrarre spazio economico alle imprese che operano nello stesso settore</strong>. A quel punto il confine tra sostegno pubblico alla cultura e <strong>concorrenza sleale nei confronti del privato</strong> diventa estremamente sottile.</p>
<p><strong>Negli anni Ottanta e Novanta erano i privati a creare gli eventi</strong></p>
<p>Basta guardare a ciò che accadeva negli anni Ottanta e Novanta. In molti territori esistevano più discoteche, locali e organizzatori privati capaci di investire nell&#8217;intrattenimento e portare artisti importanti. I grandi eventi rappresentavano un rischio imprenditoriale: chi organizzava investiva, promuoveva lo spettacolo, vendeva i biglietti e, se aveva successo, guadagnava. Se sbagliava, ne sopportava le perdite.</p>
<p>Attorno a quel sistema si sviluppava un&#8217;economia fatta di occupazione, professionalità e investimenti. Tecnici, addetti alla sicurezza, camerieri, musicisti, promoter, agenzie, fornitori, alberghi, ristoranti, trasporti: la movida non era soltanto divertimento. <strong>Era ed è un comparto economico.</strong></p>
<p>All&#8217;epoca i Comuni non disponevano dell&#8217;attuale capacità di spesa per competere nell&#8217;ingaggio dei grandi nomi dello spettacolo. Oggi lo scenario è profondamente cambiato. Il pubblico è diventato, in molti casi, uno dei principali organizzatori di grandi eventi. Ma può farlo disponendo di una forza che nessun imprenditore privato possiede: <strong>il finanziamento pubblico e la possibilità di non dover recuperare l&#8217;investimento attraverso il prezzo del biglietto.</strong></p>
<p><strong>Il rischio è distruggere proprio l&#8217;economia che si vorrebbe sostenere</strong></p>
<p>Il paradosso è evidente. Con risorse destinate teoricamente allo sviluppo e alla valorizzazione del territorio si rischia di mettere in difficoltà proprio le imprese che su quel territorio <strong>investono, pagano imposte e creano occupazione per tutto l&#8217;anno</strong>. Il Comune può organizzare alcuni grandi eventi durante l&#8217;estate. Il locale deve sopravvivere dodici mesi. Il Comune può offrire gratuitamente lo spettacolo. L&#8217;imprenditore deve vendere biglietti. Il Comune utilizza risorse pubbliche. L&#8217;imprenditore rischia il proprio capitale. Se entrambi si contendono lo stesso pubblico, nello stesso periodo e magari con gli stessi artisti, parlare semplicemente di &#8220;promozione culturale&#8221; non basta più. <strong>Esiste un problema di concorrenza tra pubblico e privato e bisogna avere il coraggio di riconoscerlo.</strong></p>
<p><strong>Il pubblico dovrebbe sostenere il mercato, non diventare il concorrente del mercato</strong></p>
<p>Nessuno propone di cancellare gli eventi pubblici. Ma è necessario stabilire un principio: <strong>il denaro pubblico dovrebbe creare ciò che il mercato da solo non riesce a realizzare, non finanziare una concorrenza diretta contro chi opera già sul territorio assumendosi il rischio d&#8217;impresa.</strong> La Regione dovrebbe quindi interrogarsi sugli effetti prodotti da oltre vent&#8217;anni di questo modello e introdurre criteri capaci di tutelare maggiormente l&#8217;equilibrio tra iniziativa pubblica e privata.</p>
<p>Una strada potrebbe essere quella di favorire partenariati tra Comuni e operatori privati, coinvolgendo discoteche, locali, promoter e imprese del territorio nell&#8217;organizzazione degli eventi finanziati. Occorrerebbe inoltre una programmazione territoriale capace di evitare sovrapposizioni e concentrazioni di grandi concerti gratuiti proprio nei periodi decisivi per la sopravvivenza economica delle attività private.</p>
<p>E soprattutto bisognerebbe distinguere tra <strong>politica culturale e attività di intrattenimento commerciale finanziata dal pubblico</strong>. Un conto è sostenere una manifestazione culturale, una tradizione, un festival identitario o un&#8217;iniziativa che senza intervento pubblico non potrebbe esistere. Altro è utilizzare denaro pubblico per ingaggiare un artista di forte richiamo commerciale e offrire gratuitamente uno spettacolo che, nello stesso territorio, potrebbe essere organizzato da un&#8217;impresa privata attraverso la vendita dei biglietti.</p>
<p><strong>Serve un nuovo patto tra istituzioni e imprese</strong></p>
<p>La questione, quindi, non è essere favorevoli o contrari ai concerti gratuiti. La questione è stabilire <strong>dove debba fermarsi l&#8217;intervento pubblico quando questo entra direttamente nello stesso mercato nel quale operano imprese private</strong>. Perché quando chi stabilisce le politiche, distribuisce le risorse pubbliche e organizza gli eventi diventa contemporaneamente concorrente dell&#8217;imprenditore privato, il terreno di gioco inevitabilmente si inclina.</p>
<p>E alla lunga qualcuno quel terreno sarà costretto ad abbandonarlo. Ogni locale che chiude significa meno occupazione, meno investimenti, meno professionalità e meno capacità del territorio di produrre autonomamente intrattenimento. Per questo Regione, Comuni e operatori del settore dovrebbero sedersi allo stesso tavolo e definire nuove regole.</p>
<p><strong>Il pubblico deve programmare, sostenere e creare sviluppo. Non può diventare il concorrente economicamente imbattibile del privato.</strong> Perché un&#8217;impresa può competere con un&#8217;altra impresa. <strong>Non può competere con chi paga lo stesso artista con risorse pubbliche e poi apre gratuitamente le porte al pubblico.</strong> Ed è proprio da questa evidente disparità che bisogna ripartire se vogliamo salvaguardare imprese, occupazione e futuro della movida nei nostri territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Calabria, fissato il referendum sullo Statuto: si vota il 29 novembre 2026</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/calabria-fissato-il-referendum-sullo-statuto-si-vota-il-29-novembre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 07:18:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione regionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/regione-calabria-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/regione-calabria-150x150.jpeg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/regione-calabria-160x160.jpeg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/regione-calabria-320x320.jpeg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/regione-calabria-45x45.jpeg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Il presidente Roberto Occhiuto ha firmato il decreto per la consultazione popolare, nonostante il contenzioso ancora aperto davanti al Tar. La Regione Calabria si prepara a una consultazione popolare di grande rilievo politico e istituzionale. Il referendum confermativo sulla modifica dello Statuto regionale – che ha introdotto la figura dei sottosegretari e aumentato a nove [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/calabria-fissato-il-referendum-sullo-statuto-si-vota-il-29-novembre-2026/">Calabria, fissato il referendum sullo Statuto: si vota il 29 novembre 2026</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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La Regione Calabria si prepara a una consultazione popolare di grande rilievo politico e istituzionale. Il referendum confermativo sulla modifica dello Statuto regionale – che ha introdotto la figura dei sottosegretari e aumentato a nove i componenti della Giunta – ha una data ufficiale: i cittadini calabresi saranno chiamati alle urne domenica 29 novembre 2026.</p>
<p>Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha formalizzato la decisione firmando il decreto che indice la consultazione, atto dovuto dopo che l&#8217;Ufficio centrale per il referendum, presso la Corte d&#8217;Appello di Catanzaro, aveva dichiarato ammissibile la richiesta depositata lo scorso 28 aprile da sette consiglieri regionali dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Il contesto giudiziario<br />
Nonostante l&#8217;indizione formale del voto, resta alta la tensione attorno alla legittimità del procedimento. Attualmente, infatti, è in corso un contenzioso davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Catanzaro. La maggioranza di centrodestra sostiene che il referendum non debba tenersi, poiché la legge regionale vigente non prevederebbe tale tipologia di consultazione su modifiche parziali dello Statuto.</p>
<p>La Regione aveva tentato di bloccare il percorso chiedendo una sospensiva in via d&#8217;urgenza, ma il Tar non ha accolto l&#8217;istanza, rinviando la questione nel merito alla camera di consiglio fissata per il 2 settembre. Il decreto firmato da Occhiuto, dunque, specifica che l&#8217;indizione avviene &#8220;fatti salvi gli effetti dei successivi pronunciamenti dell&#8217;autorità giudiziaria&#8221;. In altre parole, la macchina elettorale si mette in moto, ma l&#8217;ultima parola spetterà ai giudici.</p>
<p>Le risorse stanziate<br />
Parallelamente all&#8217;iter burocratico, la Giunta regionale ha provveduto a coprire i costi dell&#8217;operazione. Con l&#8217;assestamento di bilancio, sono stati accantonati 7 milioni di euro derivanti dall&#8217;avanzo 2025. Di questi, 2 milioni saranno destinati alle spese elettorali dirette dell&#8217;ente, mentre i restanti 5 milioni serviranno a coprire i costi che saranno sostenuti dalle amministrazioni locali per l&#8217;allestimento dei seggi e le operazioni di voto.</p>
<p>Ora si attende il pronunciamento del tribunale amministrativo, che potrebbe confermare o smentire la strada tracciata per questo autunno elettorale in Calabria.</p>
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		<title>Castrovillari, rischio chiusura per la filiale di Poste Italiane: l&#8217;allarme del sindaco e dei sindacati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 14:40:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/08/poste-castrovillari-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;Amministrazione comunale esprime netta contrarietà rispetto alla possibile soppressione del presidio gestionale. Si mobilitano istituzioni e sigle sindacali per difendere l&#8217;occupazione e i servizi nell&#8217;area del Pollino. La paventata chiusura della filiale di Poste Italiane a Castrovillari solleva un&#8217;ondata di profonda preoccupazione, accendendo i riflettori sul futuro occupazionale e sulla qualità dei servizi offerti all&#8217;intero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/castrovillari-rischio-chiusura-per-la-filiale-di-poste-italiane-lallarme-del-sindaco-e-dei-sindacati/">Castrovillari, rischio chiusura per la filiale di Poste Italiane: l&#8217;allarme del sindaco e dei sindacati</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/08/poste-castrovillari-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;Amministrazione comunale esprime netta contrarietà rispetto alla possibile soppressione del presidio gestionale. Si mobilitano istituzioni e sigle sindacali per difendere l&#8217;occupazione e i servizi nell&#8217;area del Pollino.</p>
<p>La paventata chiusura della filiale di Poste Italiane a Castrovillari solleva un&#8217;ondata di profonda preoccupazione, accendendo i riflettori sul futuro occupazionale e sulla qualità dei servizi offerti all&#8217;intero territorio. La denuncia sollevata tempestivamente dall’UGL ha trovato immediata condivisione da parte dell’Amministrazione comunale, decisa a fare argine contro un&#8217;eventuale decisione che penalizzerebbe l&#8217;intera area del Pollino.</p>
<p>La denuncia dell&#8217;Amministrazione e la centralità del territorio<br />
«Le preoccupazioni espresse dall’UGL sono anche le nostre», afferma con decisione la sindaca Anna De Gaio. Una scelta di questo tipo, secondo il primo cittadino, riserverebbe pesanti ripercussioni non solo sui livelli occupazionali, ma anche sulla presenza e sulla qualità dei servizi in un comprensorio che avrebbe invece urgente bisogno di essere sostenuto e rilanciato.</p>
<p>La possibile chiusura arriva in un momento cruciale, in cui l&#8217;Amministrazione comunale è fortemente impegnata a tracciare un percorso di crescita economica e sociale della città.</p>
<p>«Castrovillari ha una posizione geografica strategica e rappresenta un punto di riferimento per un vasto territorio, che comprende il Pollino e numerosi piccoli e medi Comuni — sottolinea la sindaca —. Abbiamo davanti a noi importanti potenzialità architettoniche, turistiche, gastronomiche e naturalistiche che devono essere valorizzate. Per questo abbiamo bisogno di investimenti, servizi e nuove opportunità, non di arretramenti».</p>
<p>Occupazione e presidi di prossimità a rischio<br />
Il grido d&#8217;allarme si concentra in particolare sulle ricadute occupazionali, soprattutto per le giovani generazioni. La soppressione della filiale — che svolge un ruolo organizzativo e gestionale fondamentale rispetto alle postazioni di Poste Italiane presenti nel territorio di competenza — viene giudicata non come una semplice operazione di &#8220;riorganizzazione interna&#8221;, bensì come un arretramento strutturale.</p>
<p>Quando un presidio viene meno, viene compromesso il rapporto di vicinanza tra istituzioni, cittadini e servizi. Poste Italiane ha costruito storicamente la propria forza sulla capillarità della rete, e ridurne la presenza significa colpire la coesione sociale di aree interne già provate da sfide complesse.</p>
<p>Verso un fronte comune con i sindacati<br />
Per fronteggiare la situazione, la sindaca De Gaio ha annunciato l&#8217;intenzione di promuovere a breve un incontro formale con il sindacato che ha sollevato il caso, con l’obiettivo di approfondire il dossier e pianificare le iniziative più opportune per scongiurare il ridimensionamento.</p>
<p>«Difendere i servizi, l’occupazione e la capacità del territorio di crescere significa assumersi fino in fondo la responsabilità di rappresentare la comunità. Ed è quello che questa Amministrazione intende fare», conclude il sindaco.</p>
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