Cinghiali fuori controllo, agricoltori della Sila esasperati: «Servono interventi subito»

La presenza sempre più massiccia dei cinghiali nelle campagne della Sila sta diventando un problema difficile da gestire. Gli agricoltori denunciano danni continui alle coltivazioni e chiedono alle istituzioni interventi rapidi e concreti per arginare un fenomeno che, anno dopo anno, continua a crescere.

A lanciare l’allarme è il mondo agricolo del territorio, preoccupato per le conseguenze economiche che la proliferazione degli ungulati sta provocando alle aziende. Campi distrutti, raccolti compromessi e investimenti vanificati rappresentano ormai una realtà quotidiana per molti imprenditori agricoli.

Le segnalazioni arrivano da diverse aree della Sila, dove i cinghiali si spingono sempre più spesso nei terreni coltivati alla ricerca di cibo. I danni riguardano produzioni agricole di vario genere e mettono in difficoltà aziende che già devono fare i conti con l’aumento dei costi di gestione e con le incertezze del mercato.

Dal comparto agricolo emerge la richiesta di un piano stabile e coordinato che coinvolga tutti gli enti competenti. L’obiettivo è quello di affrontare il problema in maniera strutturale, superando gli interventi occasionali che finora non sono riusciti a contenere efficacemente il fenomeno.

Sul tema sono intervenuti anche i rappresentanti delle istituzioni regionali e del Parco Nazionale della Sila. Dalla Regione arriva la conferma dell’impegno a rafforzare le attività di controllo della fauna selvatica, mentre dall’ente Parco si guarda all’avvio delle misure previste dai piani di gestione già programmati.

Secondo gli operatori del settore, il problema non riguarda soltanto l’aspetto economico. La presenza incontrollata dei cinghiali rappresenta infatti un rischio anche per la sicurezza stradale e per l’equilibrio delle attività nelle aree rurali. Gli avvistamenti vicino alle abitazioni e lungo le principali arterie viarie sono diventati sempre più frequenti.

Gli agricoltori chiedono risposte immediate e tempi certi. La richiesta principale è quella di aprire un confronto permanente tra istituzioni, associazioni di categoria e organismi territoriali per individuare soluzioni efficaci e durature.

La situazione, sostengono gli operatori, non può più essere considerata un’emergenza temporanea. Per molte aziende agricole della Sila si tratta ormai di una criticità strutturale che rischia di compromettere la tenuta economica di un settore fondamentale per il territorio.

 

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