Concorso in magistratura, raffica di ricorsi: anche candidati calabresi chiedono chiarezza

Il concorso per l’accesso alla magistratura ordinaria finisce al centro delle polemiche e si prepara ad affrontare una possibile valanga di ricorsi amministrativi. Tra i candidati che contestano la regolarità delle prove figurano anche numerosi aspiranti magistrati calabresi, che denunciano presunte irregolarità emerse durante le tre giornate di esame svolte alla Nuova Fiera di Roma.

Le contestazioni riguardano soprattutto la diffusione anticipata di alcune tracce d’esame attraverso chat e canali telematici, circostanza sulla quale la magistratura ha già aperto un fascicolo d’indagine. Parallelamente, diversi esclusi stanno valutando iniziative davanti al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento o la revisione della procedura.

A raccogliere le segnalazioni è l’avvocato cosentino Danilo Granata, amministrativista specializzato nei concorsi pubblici, che riferisce di aver ricevuto numerose testimonianze, molte provenienti dalla Calabria. Secondo quanto riferito dai candidati, le indiscrezioni sui temi d’esame sarebbero circolate prima ancora dell’apertura delle buste, alimentando dubbi sulla trasparenza della selezione.

Nel mirino non c’è soltanto la prova di diritto amministrativo, ma anche quella di diritto penale, con segnalazioni che, se confermate, potrebbero incidere sull’intera procedura concorsuale. Chi ha partecipato alle prove parla di un clima di forte tensione e di un danno per quanti hanno affrontato il concorso dopo anni di preparazione.

L’evoluzione delle indagini e gli eventuali ricorsi amministrativi saranno ora determinanti per chiarire se vi siano stati effettivamente vizi tali da compromettere la regolarità del concorso.

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