Corigliano-Rossano, il bilancio dell’opposizione: «Sette anni di Stasi tra assenze e PNRR al palo»

CORIGLIANO-ROSSANO – Un “progetto incompiuto”, una città divisa e una gestione amministrativa che definiscono “distratta”. È un atto d’accusa durissimo quello lanciato da Forza Italia e dal Movimento del Territorio (rappresentato da Pasqualina Straface) nei confronti del sindaco Flavio Stasi, a sette anni dall’avvio del suo mandato. Un bilancio che, secondo i firmatari, segna il fallimento di una visione politica che non è riuscita a dare coesione all’ente nato dalla fusione.

L’unità mai raggiunta e l’”indecisione” costante

Il nodo centrale delle critiche resta la mancata fusione identitaria tra Corigliano e Rossano. Secondo l’opposizione, la città vive ancora in una condizione di separazione che si riflette in ogni scelta amministrativa. Emblematico, secondo gli esponenti di FI e del Movimento, è il caso dei reparti ospedalieri: una gestione, a loro dire, segnata dall’indecisione, dove la ricerca di un equilibrio politico ha finito per penalizzare l’intera rete sanitaria locale. «Il sindaco avrebbe dovuto essere l’ago della bilancia – dichiarano – ma ha preferito non scontentare nessuno, finendo per non tutelare nessuno».

Il caso PNRR: spesa ferma al 22%

Il punto più tecnico e, secondo i firmatari, più allarmante riguarda la capacità di spesa dei fondi europei. I dati citati sono impietosi: al marzo scorso, la spesa dei fondi PNRR del Comune si attestava appena al 22%, un dato che stride pesantemente con la media nazionale del 67%. «Non sono giustificazioni burocratiche – affermano – ma il sintomo di una debolezza gestionale profonda». La conseguenza diretta, per l’opposizione, è la perdita di risorse che si traduce in infrastrutture non realizzate, servizi mancanti e un’occasione di sviluppo storico che rischia di andare in fumo.

«Sindaco assente, proiezione politica personale»

Non mancano i riferimenti critici allo stile di governo di Flavio Stasi. Forza Italia e Movimento del Territorio denunciano una sorta di “assenza” del primo cittadino, più proiettato – a loro avviso – verso una carriera politica personale che focalizzato sulle urgenze del territorio.

«La città non ha bisogno di un amministratore distratto che si limita a tappare qualche buca stradale – concludono – mentre il tessuto economico si sgretola». L’invito al sindaco è quello di rispondere pubblicamente non solo sui ritardi burocratici, ma anche su una presunta incapacità di esercitare il mandato con la presenza e la determinazione richieste da una realtà complessa come la terza città della Calabria.

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