Corigliano-Rossano, il richiamo di un giovane a Fedez: “Rispetto per Carlo Acutis, la sua storia è amore e non un pretesto per una battuta”

CORIGLIANO-ROSSANO – Parte dai social, dalla pagina della Parrocchia Maria SS. Immacolata, il messaggio di un giovane calabrese che si definisce “un piccolo e povero figlio di questa meravigliosa terra”. Un messaggio indirizzato a Fedez, rapper e personaggio pubblico tra i più seguiti in Italia, dopo aver letto un’anticipazione di un suo brano in cui si legge: “Hanno fatto santo un quindicenne. Il suo miracolo giocare alla PlayStation e non dire bestemmie”.

Parole che non sono passate inosservate. Il giovane calabrese, con toni pacati ma fermi, ha voluto ricordare che la santità non è frutto di un episodio banale, ma di un cammino profondo. Il riferimento è a Carlo Acutis, proclamato beato e noto in tutto il mondo come il “patrono di internet”: un adolescente che, pur segnato dalla malattia, seppe vivere con fede, amore per Dio e grande attenzione verso i suoi coetanei.

“Carlo – scrive il ragazzo – è diventato santo perché ha amato: ha amato Dio, i suoi amici, e continua ad amare anche te. La sua storia merita di essere raccontata ai giovani. E persino un JoyPad può diventare strumento di bene, come lo è stato per lui”.

Il caso Fedez e il potere della musica

La vicenda riaccende il dibattito sul linguaggio della musica e sull’impatto che i testi possono avere, soprattutto tra i più giovani. Fedez, noto per i suoi brani di forte impatto e spesso intrisi di riferimenti polemici, non è nuovo a espressioni che dividono l’opinione pubblica. L’artista sente probabilmente il bisogno di provocare, di attirare l’attenzione con frasi taglienti che mirano a creare discussione, ma che a volte finiscono per urtare la sensibilità di chi ha fede o di chi riconosce in certe figure – come Carlo Acutis – un simbolo di speranza e di valori positivi.

Il richiamo del giovane calabrese è dunque anche un invito alla responsabilità: la musica è un mezzo di comunicazione potentissimo, capace di influenzare mentalità e comportamenti. Non dovrebbe mai diventare veicolo di disinformazione o di irriverenza gratuita.

Una riflessione che parte dai giovani

Il fatto che sia stato proprio un ragazzo del Sud a richiamare l’attenzione su questo tema dimostra quanto la figura di Carlo Acutis sia viva e sentita. In un’epoca dominata dai social e dall’intrattenimento veloce, la storia di Carlo continua a parlare con forza: un adolescente che ha saputo unire fede e tecnologia, spiritualità e quotidianità.

Il messaggio pubblicato sui social dalla pagina della chiesa SS. Immacolata non è quindi solo un appello a Fedez, ma una riflessione più ampia: la musica e le parole hanno un peso enorme, specie per i giovani, e per questo meritano sempre rispetto, sensibilità e verità.

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