Corigliano-Rossano, in oncologia la “lanaterapia” diventa conforto e condivisione per pazienti e familiari |VIDEO

Nel reparto di oncologia dello Spoke di Corigliano-Rossano, tra terapie, attese e momenti difficili, c’è uno spazio che prova a trasformare il tempo della malattia in condivisione, ascolto e serenità. È il laboratorio di “lanaterapia” promosso dall’associazione “Il seme che germoglia”, che una volta a settimana porta in corsia ferri, gomitoli e lavori a mano coinvolgendo pazienti e familiari.

Un’iniziativa nata da una storia personale e dolorosa, trasformata però in un progetto di solidarietà e sostegno umano.

“La nostra associazione è nata circa due anni e mezzo fa – racconta la presidente Carmen Pacenza – dopo l’esperienza vissuta nel reparto oncologico di Reggio Emilia, dove nostra madre ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita prima di morire prematuramente a causa di un tumore. In quell’ospedale abbiamo conosciuto tante realtà associative e da lì è nato il desiderio di portare qualcosa di simile anche nel nostro territorio”.

L’associazione collabora con “Gomitolo Rosa”, realtà nazionale presente in circa quaranta reparti oncologici italiani e fondata dal chirurgo senologo Alberto Costa. Un progetto nato osservando come i pazienti impegnati in attività manuali durante le terapie riuscissero ad affrontare con maggiore serenità il tempo delle attese e delle degenze.

“Lavorare a mano è una terapia soprattutto per l’anima – spiega ancora la presidente – perché anche nei momenti più difficili aiuta i pazienti a trovare attimi di serenità e spensieratezza”.

Nel reparto di oncologia dello Spoke, il laboratorio è diventato ormai un appuntamento atteso. Non solo per i lavori a maglia, ma soprattutto per il clima umano che riesce a creare.

“Quando non veniamo, i pazienti ci rimproverano perché sentono la nostra mancanza – racconta sorridendo –. Questo reparto per noi è diventato casa. A volte non serve nemmeno lavorare: basta chiacchierare, stare insieme e condividere il tempo dell’attesa”.

Durante gli incontri vengono realizzate soprattutto coperte e lavori in lana insieme ai familiari e alle pazienti che, spesso, portano il lavoro anche a casa per continuare nei momenti liberi.

Le coperte realizzate restano poi nel reparto e vengono utilizzate dai pazienti durante le sedute di chemioterapia.

“Spesso durante le terapie si avverte freddo – spiegano dall’associazione – e queste coperte, fatte a mano con amore, diventano un piccolo gesto di conforto”.

Un progetto semplice ma dal forte valore umano, che dimostra come anche un filo di lana possa trasformarsi in uno strumento di vicinanza, sostegno e cura.

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