Editoriale. Nuovo assalto della gendarmeria Bruzia, si risponde con la mediocrità

In queste ore c’è chi si scandalizza che vi sia una tendenza di accentrare anche gli ospedali spoke all’hub di Cosenza. Viene da chiedersi se chi si sorprende, finora,  non abbia avuto o abbia  i prosciutti davanti agli occhi! E dov’è la novità? Cosenza caput mundi! Non si è ancora capito dopo 50anni di centralismo? Solo gli stolti possono far finta di non comprendere quale sia l’atteggiamento di certa classe dirigente. Le famose stampelle di periferia tentano di giustificarsi o di giustificare la propria coscienza, trovandosi il solito alibi che sia addirittura da apprezzare quel politico che tira l’acqua al proprio mulino ( inteso come chi agisce per il proprio territorio di appartenenza). Ciò può andar bene quando siamo difronte alla ipotesi che l’interesse del singolo territorio si coniughi con l’interesse di tutto il territorio, ma quando si tutela l’interesse solo di Cosenza e gli effetti determinano persino danni ad altre realtà, allora è da servi sciocchi continuare a sostenere tali tesi, poiché  si tratta di difendere davvero l’indifendibile. E’ in corso un nuovo assalto della gendarmeria Bruzia.  E chi dovrebbe difenderci (gli eletti), sono allineati e coperti. Non è più tollerabile un atteggiamento supino del genere: sono posti in discussione  valori importanti come la dignità di un territorio, l’intelligenza e la lungimiranza di una propria classe dirigente. Si è accentrato tutto, non si muove foglia che Cosenza non voglia!  L’accaparramento di tutti i centri di potere è giunto a buon fine. Nella famosa prima repubblica, forse anche per differente spessore politico, c’era chi si faceva valere, ottenendo anche dei buoni risultati. Oggi, invece, totalmente in ginocchio. E l’orientamento permane anche dopo la fusione. Che, è inutile sottolinearlo, se non si cambia registro a nulla è servita, se non a dare fiato ai campanilisti di professione.  

E mentre la classe politica cosentina continua a farsi i fatti suoi, qui da noi il provincialismo impera a dismisura, a riprova di come sia prevalente la mediocrità sul piano del  dibattito politico. Non si ragiona in grande e, in assenza di una discussione sui grandi temi ( come inserire questa città in un contesto regionale e nazionale), si preferisce  animare dibattiti sulla localizzazione degli uffici, se Corigliano o Rossano o viceversa. E’ ovvio che difronte a siffatto approccio culturale la classe dirigente bruzia continuerà a fare quel che vuole di tutto l’arco l’arco jonico… Altro che rinnovamento o nuove generazioni…  

  Matteo Lauria – Direttore I&C

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