A Corigliano Rossano nel dibattito pubblico manca quasi sempre un tema che dovrebbe stare al centro: l’urbanistica. Eppure parliamo di uno dei motori dell’economia locale, di ciò che decide come una comunità cresce, lavora, resta o parte. Esistono strumenti decisivi per il rilancio cittadino. Il piano strutturale associato, per esempio, è fermo da anni. Il piano spiaggia, altro snodo essenziale, resta bloccato senza spiegazioni chiare. Quando se ne accenna, lo si fa in modo astratto, tecnico, distante. Mai un confronto vero, mai una discussione aperta.
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Si è parlato di cemento zero. Ma si continua a costruire. Dove? In che modo? Con quali criteri? Sono domande legittime, alle quali la città non riceve risposte. Colpisce anche un altro aspetto. Sale impegnate per presentazioni, incontri culturali, ospiti di passaggio. Tutto utile, tutto rispettabile. Ma perché non si riesce a organizzare una grande assemblea cittadina sul futuro urbanistico? Perché non esiste un luogo pubblico, riconoscibile, dove discutere davvero del PSA? Quale spazio hanno avuto i cittadini, a parte i soliti singoli interessati, in queste scelte? Dietro l’urbanistica c’è una visione, un modello di sviluppo per i prossimi dieci, vent’anni. È uno degli strumenti più importanti che una comunità ha. E proprio su questo strumento cala il silenzio.
Non è solo una responsabilità dell’amministrazione comunale o della politica in generale, sia chiaro. È una questione che riguarda tutti. Società civile, mondo culturale. Se diciamo di credere nella partecipazione, allora dobbiamo praticarla, non solo evocarla. Abbiamo l’obbligo di interrogarci sul nostro futuro, ora. Continuare a girarsi dall’altra parte significa accettare che altri decidano, o che nulla cambi. Sull’urbanistica si decide se una città ha un domani o se resta ferma a guardare chi parte.
Matteo Lauria – Direttore I&C






