Sull’argine del Crati, a poche decine di metri dalle case di Lattughelle, oggi non si vede più la ferita che aveva fatto tremare un’intera comunità. Dove l’acqua aveva squarciato l’argine, ora ci sono massi ciclopici e terra compattata. Una cicatrice ricucita dopo giorni drammatici.
È proprio da qui che il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, ha voluto lanciare un messaggio che va oltre la cronaca dell’emergenza. Dopo l’esondazione che ha messo in ginocchio Lattughelle e i Laghi di Sibari, la società Sirio Webuild – impegnata nei lavori del nuovo tracciato della Statale 106 – ha deciso di non chiedere alcun compenso per gli interventi effettuati sugli argini.
Nei momenti immediatamente successivi al disastro, l’azienda è intervenuta con uomini, mezzi e competenze, lavorando senza sosta, anche di notte, per chiudere quattro punti di rottura lungo il corso del fiume. Non solo opere di consolidamento, ma anche supporto concreto alla popolazione e ai volontari impegnati sul campo.
Durante un sopralluogo conclusivo, l’amministratore delegato Salvatore Lieto ha comunicato al sindaco la decisione di non presentare alcuna richiesta economica per i lavori svolti. Una scelta che Iacobini ha accolto con parole cariche di gratitudine, parlando di un gesto che onora chi lo compie e che restituisce fiducia in un momento segnato da paura e sofferenza.
“È stato un lavoro enorme – ha sottolineato il primo cittadino – reso possibile dall’impegno di tanti, piccoli e grandi. Ma questa decisione aggiunge un valore umano che non possiamo ignorare”.
La comunità di Lattughelle prova ora a rialzarsi. Le ferite restano nella memoria, ma sull’argine del Crati, dove tutto è iniziato, oggi si respira anche un senso di riconoscenza.
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