Fondi europei, la riforma di Bruxelles preoccupa la Calabria: a rischio le risorse per lo sviluppo

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La Commissione europea sta valutando una revisione della gestione dei fondi destinati alla coesione territoriale per il periodo 2028-2034, con la possibilità di trasferire ai governi nazionali competenze oggi affidate alle Regioni. Una prospettiva che suscita preoccupazione soprattutto nel Mezzogiorno e in Calabria, dove i finanziamenti comunitari rappresentano uno strumento importante per sostenere investimenti, infrastrutture e attività produttive.

La proposta prevede il passaggio dagli attuali programmi regionali a una programmazione nazionale. Le Regioni rischierebbero così di perdere parte della propria autonomia nella definizione e nell’attuazione degli interventi finanziati dall’Unione europea.

Il confronto tra le istituzioni europee è ancora aperto. Il Parlamento europeo e il Comitato delle Regioni hanno espresso perplessità su una gestione eccessivamente centralizzata, sottolineando la necessità di mantenere un collegamento diretto tra le risorse disponibili e le esigenze dei singoli territori.

Per la Calabria il problema riguarda anche la conclusione degli investimenti sostenuti dal Pnrr. Un eventuale ridimensionamento dei fondi di coesione potrebbe rallentare la crescita economica proprio nel momento in cui terminerà la spinta finanziaria del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Anche la Svimez ha richiamato l’attenzione sul rischio di una riduzione degli investimenti nel Mezzogiorno. Un sistema di distribuzione delle risorse gestito prevalentemente a livello nazionale potrebbe inoltre penalizzare le aree economicamente più deboli, aumentando le differenze territoriali anziché ridurle.

La trattativa sul bilancio europeo 2028-2034 dovrà quindi chiarire sia l’ammontare dei finanziamenti destinati alla coesione sia il ruolo che le Regioni conserveranno nella loro gestione.

 

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