Fusioni tra Comuni, dubbi sulla cancellazione della legge regionale: i tecnici chiedono una revisione parziale

La proposta di abrogare completamente la legge regionale che disciplina le fusioni tra Comuni incontra le perplessità dell’area legislativa di Palazzo Campanella. Secondo i tecnici del Consiglio regionale, la strada più opportuna sarebbe intervenire soltanto sulle parti della normativa ormai superate, salvaguardando invece quelle che continuano ad avere una funzione concreta.

Al centro del confronto c’è la legge regionale 15 del 2006. La proposta presentata dai capigruppo di maggioranza punta alla sua cancellazione, sostenendo che la disciplina sarebbe stata superata dalla normativa nazionale. L’area legislativa evidenzia però come la legge non riguardi esclusivamente gli incentivi destinati ai Comuni che scelgono di unirsi, ma contenga anche disposizioni sull’associazionismo comunale e sulla programmazione regionale per il riordino territoriale.

Proprio per questo, una soppressione integrale rischierebbe di eliminare anche strumenti ancora utili. Da qui il suggerimento di procedere con un’abrogazione parziale, mantenendo le disposizioni che conservano efficacia e intervenendo soltanto su quelle non più attuali.

La questione è stata affrontata anche in Commissione Affari istituzionali, presieduta da Enzo Bruno, dove sono emerse richieste di ulteriori approfondimenti. Tra i punti sollevati c’è anche la necessità di ascoltare i territori prima di modificare la normativa.

Il presidente della commissione Ordinamento, Francesco Pisani, ha chiesto infatti di procedere con le audizioni dei sindaci dei Comuni interessati da progetti di fusione, per raccogliere direttamente valutazioni ed esigenze delle amministrazioni locali.

Sulla stessa linea anche Riccardo Rosa, consigliere di Noi Moderati, che si è espresso contro la cancellazione totale della legge e a favore di una revisione mirata. Anche Luciana De Francesco, di Fratelli d’Italia, ha condiviso la richiesta di audizioni e aperto alla possibilità di modificare soltanto alcune parti della normativa.

Il confronto sulla legge regionale sulle fusioni resta quindi aperto. L’orientamento emerso è quello di approfondire gli effetti della proposta e valutare una soluzione che aggiorni la disciplina senza cancellare gli strumenti ritenuti ancora funzionali per i Comuni calabresi.

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