Scrivo come madre e caregiver di due ragazze diversamente abili. Scrivo dopo aver letto, in questi giorni, numerosi articoli sul fondo destinato a chi, come me, vive ogni giorno accanto a figli che hanno bisogno di assistenza continua.
Leggo dichiarazioni, accuse, polemiche. Leggo interventi di consiglieri di minoranza e dell’onorevole Straface, che ricopre ruoli importanti in materia di inclusione sociale e welfare. Ma, da cittadina, mi chiedo: perché non si è intervenuti prima? Perché non si è fatta una proroga invece di bloccare tutto?
Se esisteva un problema burocratico, perché non risolverlo con gli strumenti previsti? Perché dobbiamo arrivare al punto di avere un commissario ad acta per sbloccare risorse che riguardano famiglie già in difficoltà?
Noi non vogliamo assistere a uno scontro politico sulla pelle dei nostri figli. Non lo accettiamo. Non è dignitoso.
Parliamo di cifre che, francamente, fanno anche rabbia. Ottocento euro. Una somma che non cambia la vita a nessuna famiglia, ma che rischia solo di mortificarci. Il fondo previsto sarebbe di 400 euro al mese per dodici mensilità, ma quello che arriva è ben lontano da questa cifra.
È difficile non sentirsi presi in giro.
Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe fermarsi un attimo e riflettere. Qui non si tratta di numeri o di carte, ma di persone, di famiglie, di sacrifici quotidiani.
Le leggi esistono e devono essere rispettate. Non servono polemiche, servono risposte. E se c’è stato un errore burocratico, lo si corregga. Esistono le proroghe, esistono gli strumenti per intervenire.
Si smetta di usare i più deboli. Si agisca, finalmente, con rispetto e responsabilità.
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