Un periodo di forte complicazione interessa i medici cubani in servizio negli ospedali della Calabria, colpiti dalla sospensione delle transazioni finanziarie verso Cuba a seguito delle disposizioni dell’Office of Foreign Assets Control (OFAC) degli Stati Uniti. La misura ha portato al congelamento del conto bancario della Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos, la società statale che gestisce una quota consistente delle retribuzioni dei professionisti.
I punti chiave della situazione
Il blocco dei trasferimenti: L’attuale blocco non interrompe l’erogazione degli stipendi in Italia, ma congela le transazioni dirette a L’Avana, attraverso le quali lo Stato caraibico — sottoposto da mesi a embargo statunitense — incassa la parte preponderante delle spettanze dei camici bianchi.
La divisione dello stipendio: Su una retribuzione media mensile di circa 4.700 euro (al netto degli straordinari), i medici percepiscono direttamente al massimo 1.200 euro, mentre la restante quota viene trattenuta e versata alla società che ha stipulato l’intesa con la Regione.
Il contesto politico e le pressioni USA: Questa situazione di impasse arriva dopo mesi di “ingerenze” e pressioni da parte degli Stati Uniti volte a interrompere il programma di cooperazione sanitaria, finora respinte con fermezza sia dalla Giunta Occhiuto che dal Governo italiano, che lo ha prorogato fino al 2027.
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