CORIGLIANO-ROSSANO – Potrebbe segnare una svolta decisiva il prossimo passaggio giudiziario nel caso della morte dell’ingegnere Antonio De Simone, il 38enne originario di Corigliano-Rossano deceduto nel tragico incidente avvenuto la notte di Capodanno del 2025 sull’autostrada A1.
Per venerdì Santo, 3 aprile, è fissata l’udienza preliminare, che potrebbe rivelarsi non solo il primo ma anche l’ultimo momento processuale della vicenda. La difesa del principale imputato, infatti, ha avanzato richiesta di patteggiamento a due anni di pena con sospensione condizionale.
Una richiesta che segna un netto cambio di prospettiva rispetto all’impostazione iniziale dell’accusa. Il pubblico ministero, che aveva formalizzato una richiesta di rinvio a giudizio con un impianto accusatorio che prevedeva una pena superiore ai vent’anni di carcere per omicidio stradale aggravato, avrebbe dato il proprio assenso all’accordo.
La decisione finale spetterà ora al giudice dell’udienza preliminare, chiamato a valutare la congruità della pena proposta e l’eventuale accoglimento del patteggiamento.
Il caso aveva profondamente colpito l’opinione pubblica per la dinamica dell’incidente: secondo le indagini, una Aston Martin lanciata ad alta velocità, oltre i 250 km/h e in condizioni meteo avverse, avrebbe provocato lo schianto costato la vita a De Simone. Nello stesso impatto era rimasta gravemente ferita la compagna, ancora oggi su una sedia a rotelle.
La richiesta di patteggiamento, se accolta, chiuderebbe il procedimento evitando il processo, con una pena notevolmente ridotta rispetto a quella ipotizzata inizialmente.
Una prospettiva che riapre il dibattito sul caso e che inevitabilmente riporta al centro il dolore della famiglia della vittima e di un’intera comunità, che aveva chiesto giustizia per una vicenda segnata da elementi particolarmente gravi, tra cui l’alta velocità e l’omissione di soccorso.
Ora la parola passa al giudice.
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