Ospedale della Sibaritide, l’affondo di Rosellina Madeo: «Che fine ha fatto la Medicina Nucleare? La Regione risponda nero su bianco»

Mentre si susseguono le scadenze e i piani per i prossimi trasferimenti di ambulatori all’interno del nuovo Ospedale della Sibaritide a Insiti, a tenere banco è il silenzio calato su una delle specialità chiave per il futuro sanitario del territorio: la Medicina Nucleare. A sollevare il caso con forza è Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità, che ha depositato un’interrogazione formale per pretendere risposte trasparenti e nero su bianco da parte della Regione Calabria.

I nodi critici sollevati nell’interrogazione

Il bunker nel seminterrato e il DCA n. 80/2024: L’infrastruttura originariamente concepita per ospitare la Medicina Nucleare prevede la presenza di un bunker specifico nel seminterrato e l’attivazione contestuale di PET-TC e diagnostica scintigrafica, così come stabilito dal Decreto del Commissario ad Acta n. 80/2024. Tuttavia, di questa branca d’eccellenza si sono perse le tracce nei recenti tavoli tecnici dedicati all’assegnazione degli spazi e dei macchinari.

Il sogno (e l’incertezza) del primo ciclotrone in Calabria: Nel progetto iniziale, il presidio di Insiti avrebbe dovuto dotarsi del primo e unico ciclotrone della regione, un impianto fondamentale per la produzione in loco di isotopi radioattivi indispensabili per gli esami PET e per la lotta avanzata alle patologie oncologiche. Oggi, tuttavia, non vi è alcuna certezza sullo stato di avanzamento delle gare d’appalto per l’acquisto, l’installazione e il collaudo di queste apparecchiature ad alta tecnologia.

Il confronto con le scadenze d’apertura: Se la maggioranza assicura l’avvio dei trasferimenti degli ambulatori a partire da ottobre, l’assenza di garanzie sulla Medicina Nucleare rischia di trasformare quella che dovrebbe essere una struttura d’avanguardia in un ospedale “smart” solo sulla carta, privo del tassello tecnologico che farebbe realmente la differenza per un vasto bacino d’utenza.

Con l’atto ispettivo depositato, si chiede alla Regione di fare chiarezza definitiva sui tempi di consegna, sui finanziamenti e sulla reale volontà di attivare la Medicina Nucleare fin dall’apertura del nuovo ospedale, affinché l’opera non perda la sua vocazione di polo d’eccellenza per la salute pubblica nell’area jonica.

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